Travel

Pian delle Betulle

14/09/2016

Una gita fuori porta per respirare a pieni polmoni

 

Settembre è arrivato e, con lui, i racconti di amici e parenti super abbronzati che tentano di superare la depressione post vacanza attraverso foto scattate con smartphone, video live e ricordi. Io, seduta sul divano, pallida come i vampiri di twilight, li ascolto trasognata: il mare cristallino della Sardegna, le spiagge incantate della Thailandia, le meraviglie dell’Isola d’Elba, il divertimento di Gallipoli…. eh già, tanta roba! Ma poi guardo accanto a me e vedo lì, perso in un sonno sereno, il mio fagottino che ha riempito le mie giornate di gioia e amore lo scorso luglio.

“Eh, quest’anno le vacanze saltano”, mi dicevano. Sì sì, saltano! Ma chi l’ha detto che con un bimbo di un mese non si può più uscire di casa? Con i giusti accorgimenti (e magari anche il consiglio del pediatra) si possono fare tante cose divertenti, come per esempio, una breve gita fuori porta in provincia di Lecco: al pian delle Betulle.

 

 

 

Tanto verde e aria pulita. Si, ma il passeggino?

 

Per raggiungere il Pian delle Betulle bisogna arrivare a Margno, un piccolo paesino in provincia di Lecco e da lì prendere la funivia che in pochi minuti ti fa arrivare in cima, dopo esserti goduta un panorama fantastico. Alt! Abbiamo detto funivia? Ma il mio bimbo ha solo un mese e dieci giorni non sarà pericoloso? Dato che sono una mamma che vive più di ansia che di ossigeno, decido di chiamare la mia pediatra che mi consiglia di trovare strade alternative perché lo sbalzo di altitudine repentino (si passa dagli 800 ai 1500 metri sul livello del mare in 4 minuti più o meno) potrebbe provocare mal di orecchie o fastidi vari al piccolo. Bene, ci informiamo e scopriamo che si può arrivare in macchina fino a Casargo dove c’è un ampio parcheggio e da lì si può proseguire tranquillamente a piedi, circa una ventina di minuti di camminata. “Bello – mi dico – almeno ci facciamo una bella passeggiata all’aria fresca”. Mi sbagliavo, più che una passeggiata è stata una vera e propria scarpinata. Mio marito si è letteralmente portato in braccio il passeggino, fino in cima, e io il bambino: il sentiero – ahimè – è completamente dissestato e con passeggini e carrozzine al seguito è davvero problematico percorrerlo. Quei venti minuti di camminata si sono trasformati in ora, io e mio marito sudati e sfiniti, il piccolo felicemente addormentato tra le mie braccia. Aaaaah le gioie di essere genitori.

Sosta alla pizzeria La Libellula: birra fresca e latte caldo per favore!

Be’ prendiamola con filosofia, tutta sta fatica aiuta a rimettersi in forma prima nel post gravidanza! Un po’ di calorie le abbiamo smaltite dai, peccato che dopo tutto lo sforzo fisico fatto bisogna pur mangiare qualcosa no? In cima al pian delle Betulle ci si può fermare a La Libellula, un piccolo ristorante a conduzione famigliare molto accogliente: noi ci siamo gustati un ottimo  antipasto con dei salumi misti molto buoni, una lasagna fatta in casa come primo piatto accompagnata da polenta con salsiccia e funghi. Che bontà! Intanto il mio bimbo si è fatto il suo buon biberon di latte caldo. E poi, ops! Qui urge un cambio di pannolino primo della camminata di rientro. I bagni si trovano fuori dal ristorante, un po’ scomodi forse quando le temperature si fanno più fredde, ma sono dotate di fasciatoio quindi tutto a portata di bebé.

 

 

L’ultimo Paradiso ci ha conquistati. Gita da rifare…ma quando il bimbo sarà più grandicello!

Il Pian delle Betulle è anche conosciuto come l’ultimo paradiso, non so perché, ma posso facilmente intuirlo. Qui ci si trova davvero in pace: silenzio, aria pulita, tanto verde, poca gente. E’ il posto perfetto per liberare la mente e godersi un po’ di natura. Ci torneremo sicuramente ma è meglio aspettare che il bimbo sia un pochettino più grande, così potremo salire con la funivia e magari passare qualche ora buttati su quei prati immensi.

 

 

E poi c’è anche il Jungle Rider Park, un percorso avventura per bambini, immerso nella natura, strutturato in sentieri sospesi in aria, tra tronchi, passerelle di legno, ponti nepalesi e liane, che collegano gli alberi tra loro. Una figata insomma!

 

Melissa Ceccon

 

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