
Prima di essere dimesse dall’ospedale, alle neo mamme dovrebbero togliere il cellulare. O meglio, dovrebbero dare come regola fissa quella di non aprire MAI, per nessuna ragione al mondo, Instagram. Almeno – diciamo – per i primi cinque anni?!
Perché care amiche mamme, qui è arrivato il momento di parlare del post gravidanza che è difficile, davvero tanto difficile, e la realtà virtuale che ci propinano quotidianamente soubrette, vip e pseudo tali è decisamente deleteria per la già fragile autostima di noi normo-donne, fiere portavoce del “mai una gioia!”.
Bisogna dire basta!
Basta alla vip di turno con il suo micro pancino all’ottavo mese di gravidanza appesa a una corda con una gamba sola che fa serenamente gyrotonic mentre tu al quinto mese occupavi già due posti a sedere sul treno e non potevi nemmeno allacciarti le scarpe senza l’intervento di tuo marito.
Basta alla pseudo vip che, a dieci giorni dal parto, è comodamente seduta dal parrucchiere di fiducia occupata con un braccio a sorreggere la dolce creatura che sta ciucciando la tetta come se lo avesse fatto da sempre e con l’altro a farsi fare una meritata manicure, mentre tu non sei nemmeno riuscita a lavarti la faccia da quando sei tornata a casa dall’ospedale.
Basta a soubrette, blogger, e chi più ne ha più ne metta, che con il loro figlioletto duenne sfoggiano bikini senza ritegno sulle spiagge delle Maldive, mentre tu, al lago di Pusiano, ci vai con sei strati di magliette (quelle di tuo marito) perché il tuo stato (psico) fisico è da censura, da anni in realtà.
Noi normo-mamme non possiamo essere schiacciate da questa responsabilità. No! Bisogna gridare allo scandalo, all’ingiustizia! Dove sono i nostri diritti di neo mamme stanche e un po’ sfatte?

Perché non sono i chiletti in più il problema, diciamoci la verità. Siamo abituate a combattere con diete di ogni tipo, non è certo quello che ci spaventa. E’ proprio il fatto di vivere in un corpo nuovo quello che ti crea un sacco di fastidi. Perché la maternità ti cambia, davvero: dentro e fuori. Ti guardi allo specchio e sì, lì da qualche parte ci sei ancora, ma non sei proprio tu… è più una simil-te quella che vedi riflessa.
E badate bene che non è mica semplice accettare la cosa. Dopo che ci hai messo ben trent’anni a far finta di piacerti per come eri, adesso devi ricominciare tutto da capo: devi familiarizzare ancora una volta con la nuova tu-mamma e un corpo “nuovo” di zecca che è tutto da scoprire.
Per esempio:
Le tette. Sono sempre lì, sono sempre due, ma sono diverse. Meno toniche, più morbide, svuotate. Sembrano stanche. I reggiseni che usavi prima della gravidanza te li metti su e ti stanno strani, non si riempiono bene come prima. E anche se prima ti lamentavi sempre che il Dio dell’abbondanza a te ti aveva proprio rimbalzato in fondo alla fila, sei comunque sconsolata ad averle perse così, senza un minimo di preavviso. Da avere le tette piccole, ad avere le tette da mamma il passo e breve e ci vuole un po’ per digerire la cosa.
La schiena. E’ stato il tuo pilastro per tutti questi anni e adesso, quando cala la sera, sembra non reggerti più. E’ provata. Ti guardi allo specchio e ti sembri ogni giorno un po’ più curva e ti maledici per tutti gli abbonamenti in palestra che hai fatto e non hai mai usato. Adesso – forse – saresti più fisicamente preparata a caricarti come un mulo da soma ogni volta che esci di casa.
I capelli. Ne vogliamo parlare? No perché io, quando vagavo beata con il mio bel pancione, incontravo le solite già-mamme che erano lì pronte a dirmi “che bei capelli lunghi che hai! Eh, ma tanto li taglierai…” .
Dioooooooooo, che ansiaaaa!
Perché? Perché dovrei tagliarmi i capelli solo perché ho partorito!!! Forse perché se ne perdono tanti (ma tanti eh! che la prima volta che me li sono lavata da sola sotto la doccia ho avuto paura di avere usato la crema depilatoria al posto dello shampoo) e allora si dà una bella sfoltita così che magari si rinforzano un po’?! O forse perché i capelli sono il gioco preferito di tuo figlio e ci si aggrappa con tutta la forza che ha, in ogni momento?! E allora, zac, e non si gioca più! Insomma, in effetti la tentazione è tanta, ma io resisto e i miei capelli lì lascio così come sono, almeno quelli!
Gli occhi. Aaaaah, gli occhi diventano una meraviglia quando si è mamme. Sono più luminosi, pieni di amore, sorridono da soli …. e sono sostenuti da delle bellissime occhiaie color violaceo. Va be’, per fortuna il make up fa tanto, quelle rare volte che si trova il tempo e la voglia di buttarsi in faccia un po’ di phard.
La pancetta. No, non quella da mangiare, purtroppo. Ma quel rotolino che ti perseguita tipo stalker da quando hai vent’anni. Addominali, tisane, digiuni forzati, diete su diete. Niente. La pancetta è sempre stata lì, qualche volta di più, qualche volta di meno, ma sempre lì era. Un’amica affezionata insomma, che poi dopo che hai trascorso metà della tua vita a parlarci assieme “allora? vuoi sparire o no che tra un mese devo andare al mare?!” ti ci sei pure affezionata. Il problema è che la pancetta post parto, non è più quella pancetta che amavi e odiavi così tanto. E’ cambiata, pure lei. Provata dai nove mesi di gravidanza.

E allora che si fa? Si ricomincia con la dieta, con le tisane, con i digiuni forzati.
“ Eh ma guarda che ci vuole un po’ di tempo prima che ritorni come prima”, ti dicono le già-mamme. E tu aspetti. E intanto “usi” tuo figlio in ogni modo possibile per fare ginnastica. Gioca sul tappeto? Vai, tre serie di cinque di addominali. Dobbiamo uscire a fare la passeggiata? Bene, passo veloce e via di cardio. Vuole un po’ di coccole? E su e giù con le braccia, così tonifichiamo. Iniziamo lo svezzamento? Evvai, brodino caldo per tutti!
Il sacrificio c’è, magari poco, ma c’è. E si sa, l’impegno paga sempre. Poi passi davanti allo specchio e…
cazzo, ancora lì. Quella maledetta!
Ti siedi sconfortata e pensi che forse, con la maternità, sei diventata pure un po’ bipolare. Perché i primi tre mesi sei lì che ti guardi e
“allora? ma sta pancia non cresce mai? Dai che non sembra nemmeno che sono incinta?”.
Poi la pancia arriva, bella piena, intorno al quinto mese e ti senti la figa più figa dell’universo, e inizi con abitini aderenti e magliettine scollate che mai nella vita avresti pensato di indossare. Ma anche quel momento idilliaco passa, perché intorno al settimo mese tuo figlio comincia ad avere il sospetto che di lì a poco deve uscire e allora si fa venire una fame della madonna e tu mangi, mangi, mangi. E la pancia cresce, cresce e cresce a dismisura e arrivi al punto che manco le tuniche che usava tua nonna negli anni ’30 ti stanno bene!
Poi partorisci, e ti senti improvvisamente vuota. E mentre allatti, ti riguardi le foto di quando eri all’ottavo mese e
“va che bella panciona che avevo…quanto mi manca!”.
E, infine, il ciclo si chiude: il bimbo cresce, e tu lì che ti guardi e non sai più che inventarti per toglierti quella odiosa pancetta (ma intanto stai già sognando di rivederla crescere quella pancia).
Si è vero: il tuo corpo è cambiato perché ha accolto una nuova vita.
Si è vero: quella cicatrice che hai sul ventre è un segno d’amore.
Si è vero: le tette mosce ti ricorderanno che hai nutrito il tuo più grande amore.
Si è vero: la schiena dolente ti ricorda che sei una mamma guerriera.
Però….eccheccavolo!! Ogni tanto una botta di culo no?
Ma sarò solo io a farmi tutti sti problemi? Che l’ansia abbia davvero preso il sopravvento?
No, no. Non sono sola: la mia amica numero uno, quella ancora felicemente fidanzata e libera da figli e mariti, è a dieta. La numero due, già moglie ma non ancora mamma, è a dieta. La numero tre, moglie e mamma navigata di due splendide creature, è a dieta….
al che mi sorge un dubbio: ma non è che hanno ragione quelli lì (gli uomini) che siamo perennemente insoddisfatte noi donne?
Io, mi avvalgo della facoltà di non rispondere … e intanto vado a bermi il mio decotto zenzero e limone va’, così mi sgonfio.
Melissa Ceccon di Mamma che Ansia ( IG @mamma_che_ansia)
