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Mum's Life

Caro Babbo Natale, è una mamma che ti scrive: cosa ci meritiamo sotto l’albero?

14/12/2016

N 7 – Mamma che ansia, cosa mi regalo a Natale?

 

Caro Babbo Natale,

sono una mamma. E già questo, senza altre spiegazioni superflue, dovrebbe far volare la mia letterina in cima al sacco, lì dove ci stanno quelle dei bambini super super buoni e che si sono aggiudicati il regalo più bello.

Ma – con tutto il rispetto eh – sei un uomo. E so già che il fatto di essere solo una mamma per te non basta. Ma non perché sei stupidino, no. Perché sei maschio ed è nell’indole di tutti gli uomini non capire noi donne. Si sa, noi siamo nate su Venere (belle noi!) e voi su Marte. E ci dispiace, ma lo sappiamo che non lo avete fatto apposta. Quindi siete perdonati.

Ma, veniamo a noi. Qual è il regalo più bello che hai lì?

No, no…aspetta. Prima che tu possa dirmi qualcosa del tipo oramai non sei più una bambina e quindi non hai diritto di chiedermi nulla, ti dico subito che io sono una tua grande fan da sempre. E ogni anno addobbo casa con grande passione e un pizzico di isteria per accoglierti al meglio. Anche l’anno scorso, sì, che – proprio in questo periodo – ero incinta di due mesi e ad ogni giro di lucine intorno all’albero scappavo in bagno a vomitare perché le mie nausee quotidiane mi avevano oramai trasformato nella controfigura ufficiale della bambina dell’esorcista, ho fatto l’albero di Natale, senza abbandonarmi allo sconforto.

Comunque non è che ti sto dicendo questa cosa per fare la ruffiana – ci mancheeeereeebbe – era così, tanto per fartelo sapere.

Ma, veniamo a noi. Visto che il fatto che io sono solo una mamma non ti basta, ti dico che quest’anno mi merito un super regalo perché mi sto davvero applicando con costanza all’attività sportiva e, per una che si faceva venire il fiatone solo a mettersi tuta e scarpe da ginnastica, è un gran bel traguardo! Mi alzo alle sette del mattino e dalle sette e mezza in poi io inizio a correre perché devo riuscire a far trovare il latte pronto al mio piccolo gigante subito dopo che è stato cambiato, lavarmi, vestirmi, pettinarmi e ustionarmi bevendo un caffè al volo. E poi devo preparare la borsa per i pannolini, la borsa con le pappe, la borsa con l’occorrente per il lavoro e la mia borsa, il tutto in tempi record per riuscire a uscire di casa almeno prima delle dieci del mattino. Appena caricato tutto in macchina, bimbo compreso, mi tocca ricorrere in casa per cambiarlo di nuovo perché ha fatto la cacca, e poi ricorrere in macchina per non sgarrare nella tabella di marcia. E poi…e poi mi ricordo che da quando mi sono alzata non ho nemmeno fatto pipì.

 

 

Ma mica sono una pigrona eh! Che ti credi? Non è che corro e basta, no! Faccio anche sollevamento pesi, di varia natura: scarico e carico il passeggino almeno dieci volte al giorno, prendo in braccio mio figlio che a cinque mesi pesa già quasi nove chili almeno mille volte al giorno, raccolgo giochi, peluche e ciucci di continuo. Insomma, non dico che sono a livello agonistico….ma mi manca poco! Ogni tanto mi diletto anche con la ginnastica artistica, stando in equilibrio su una gamba sola magari mentre lo sto cambiando e gli sta per cadere per terra il biberon, oppure – ma questo, ammetto, solo se mi avanza tempo – mi dedico anche al contorsionismo, spesso di notte, quando il mio piccolo gigante vuole dormire nel lettone con noi e – insieme a suo padre, occupa tre quarti del lettone e io devo riuscire a superare la notte comodamente adagiata tra la sponda del letto e l’angolo del comodino.

Ah, prima che mi dimentico, seguo anche quotidianamente corsi di canto e ballo per intrattenimento. Una faticaccia che non puoi nemmeno immaginare!

Poi non vorrei esagerare eh, ma nell’ultimo anno sono stata molto brava anche a gestire la fame. Sì, sì, hai capito bene. Perché una mamma, già in gravidanza, si trasforma in una specie di tirannosauro rex sopravvissuto all’era glaciale che si mangerebbe pure il marito a colazione… ma c’è la toxo!!

Cos’è? Mi chiedi cos’è la toxoplasmosi?? Be’ caro Babbo Natale, la toxo è quella brutta brutta cosa che ti fa guardare con sospetto maniacale ogni singola foglia di insalata e i pomodorini raccolti dall’orto sono il diavolo in persona, quella cosa che ti porta a chiedere a google le cose più assurde tipo ma la pasta con le vongole la posso mangiare?, quella cosa che ti fa andare in giro con la bava alla bocca come un cane rabbioso solo perché hai visto passare un vassoio con su due fette di salame o una teglia di tiramisù. E soffri, soffri terribilmente, ma resisti. Poi, quando diventi mamma, ti sfondi di salame e tiramisù per recuperare il tempo perduto. E soffri, soffri terribilmente perché devi buttare giù i chili presi in gravidanza e non puoi, non puoi proprio mangiare tutta la teglia di tiramisù.

Sono solo nove mesi di sacrificio per una buona causa, dici? No ciccio mio, non è così. Perché poi c’è l’allattamento, il latte in piena notte, lo svezzamento, le prime pappe, e grattugia frutta di qua, e prepara il brodino di là, e corri su, corri giù, e intanto pensi che dall’ultima volta che ti sei seduta a tavola tranquilla e serena esistevano per davvero i tirannosauri.

Allora, cosa mi merito quest’anno?

 

Melissa Ceccon di Mamma che Ansia ( IG @mamma_che_ansia)

 

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