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Ragadi in allattamento: tutto quello che c’è da sapere

27/02/2020

Chi ci è già passata, lo sa bene: le ragadi durante l’allattamento possono diventare un vero e proprio tormento. Ma per tutte le neo mamme, ecco una piccola guida per capire come prevenire e curare queste piccole, ma dolorose, ferite.

Le ragadi sono delle soluzioni di continuo della pelle, o più semplicemente delle ferite, che possono presentare un bordo frastagliato o un bordo netto come un taglio. É molto comune sentire parlare di ragadi riferendosi all’allattamento: si tratta di ferite sul capezzolo che possono essere causate da molteplici fattori.
Quali sono le possibili cause di ragadi in allattamento?
Il posizionamento o l’attacco non adeguati durante la poppata sono le cause più comuni di ragadi al capezzolo: infatti, se l’attacco non avviene in modo profondo, nella bocca del bambino si verificheranno degli sfregamenti anomali del capezzolo sul palato duro, che porteranno ad una rottura del tessuto cutaneo dello stesso.
Di seguito si riportano un esempio di attacco al seno adeguato ed inadeguato.
L’ingorgo mammario può essere causa di ragadi: la tensione e il dolore al seno influiscono su posizione e attacco del bambino e della mamma, riportando così la situazione a come sopra descritto.
Esistono cause anatomiche di ragadi riguardanti sia la forma del capezzolo materno sia il cavo orale del bambino; un uso improprio del tiralatte, un’igiene scorretta del seno, stato di umidità prolungato o infezioni micotiche possono influire sulla formazione di ragadi in allattamento. Eczemi, allergie o Herpes possono essere cause di lesioni al capezzolo.
Quali sono gli effetti di una ragade al seno?
L’effetto più evidente e comune è il dolore durante la poppata, fino all’intolleranza dello strofinamento di qualsiasi indumento sulla zona interessata e quindi anche della bocca del bambino stesso. È importante assecondare le proprie sensazioni, ma al tempo stesso, se non è tollerata la poppata, è fondamentale drenare costantemente il seno mediante spremitura manuale, in modo da non giungere ad effetti come l’ingorgo o la diminuita produzione di latte.
Un’igiene non accurata del seno interessato da ragade può permettere a germi e batteri di penetrare attraverso la ferita, causando un’infezione della mammella (mastite infettiva).
Come prevenire?
Ottenere una posizione e un attacco adeguati sono la base per la prevenzione delle ragadi al capezzolo; conoscere come staccare il bambino dal seno è altrettanto importante per evitare stiramenti e rotture del tessuto cutaneo.
L’igiene del seno non richiede l’utilizzo di particolari detergenti o strumenti: la migliore soluzione è una pulizia non frequente e semplice con acqua. È fondamentale lasciare asciugare il seno all’aria appena terminata la poppata e non creare un ambiente umido nella zona del capezzolo, che deve rimanere quanto più possibile asciutta.
A questo scopo sono sconsigliate le coppette assorbilatte che, per la loro funzione, trattengono il latte in loco creando un ristagno umido: sono da preferire le pezze in cotone o dei pezzi di stoffa traspirante. Non è necessario l’utilizzo di creme o emollienti; spremere una goccia di colostro o di latte e lasciarla asciugare senza spalmare è la soluzione migliore per ottenere un effetto emolliente e cicatrizzante. È da ricordare che prima di effettuare qualsiasi pulizia o spremitura del seno è fondamentale lavare accuratamente le mani, per evitare che diventino veicolo di germi e batteri.
Il rinomato paracapezzolo non è sempre la soluzione alle ragadi, lo è molto raramente. Infatti, un attacco non profondo sul paracapezzolo o un utilizzo scorretto dello stesso possono portare ugualmente a ragadi.
Come curare?
La cura della ragade comincia con l’individuazione e la rimozione della causa che l’ha provocata. Durante questa ricerca è di primaria importanza favorire la cicatrizzazione e l’affievolimento del dolore.
Con l’aiuto di un professionista verrà osservata la poppata, in particolare la posizione e l’attacco di mamma-bambino, in modo da permettere una suzione profonda e non dolorosa. Verranno messi in atto tutti i suggerimenti preventivi sopra descritti, correggendo eventuali abitudini non adeguate. Solo in casi particolari, indicati dal professionista, verranno utilizzati temporaneamente dei dispositivi esterni, sotto la guida dello stesso, in modo da favorirne un utilizzo adeguato che porti alla risoluzione del problema.
In caso di impossibilità da parte della mamma di attaccare il bambino, a causa del forte dolore, verrà consigliata e mostrata la spremitura manuale del seno, in modo da drenarlo e somministrare il latte estratto.
A chi rivolgersi in caso di ragade in allattamento?
L’ostetrica è la figura preposta all’accompagnamento della famiglia durante il puerperio e il primo anno di vita del bambino. L’allattamento fa parte del suo bagaglio di conoscenze e attraverso consulenze personalizzate, anche a domicilio, può aiutare la famiglia a vivere serenamente questo dolce ed importante momento di vita. È possibile trovare ostetriche disponibili per una consulenza sull’allattamento sia in consultorio che come libere professioniste sul territorio.
Articolo scritto in collaborazione con Centro Medico Unisalus
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