
Questa è un’intervista molto particolare.
E’ molto particolare perché è un’intervista rivolta ad un’insegnante della Andersen International school di Milano, Emma Hamshaw, i cui figli frequantano la stessa scuola.
Quindi chi meglio di lei può dare un punto di vista completo su questo istituto?
Emma prima di diventare mamma, insegnava già alla Andersen school. Poi dopo il primo figlio, un part-time e un altro figlio, ha deciso di prendersi un periodo per fare la mamma a tempo pieno, per poi tornare a lavorare alla Andersen school, frequentata dai suoi due figli.
Diciamo quindi che Emma ha scelto questa scuola in tutti i sensi.

Perché? Chiediamolo a lei:
Ho lavorato a Londra, alla scuola elementare, per sette anni e volevo cambiare. Un amico mi suggerì di provare con una scuola inglese all’estero. Scelsi Milano per la città. E la Andersen School perché seguiva il percorso didattico inglese (che già conoscevo) e perché è una piccola scuola, dove si respira un clima familiare.
Visto che tuo marito è italiano, perché non hai scelto una scuola pubblica per i tuoi figli? L’inglese l’avrebbero imparato comunque da te.
Far frequentare ai miei figli una scuola inglese ci dava maggiori opportunità.
Se un domani ci dovessimo trasferire all’estero, per loro sarebbe più semplice il passaggio scolastico, visto che le scuole britanniche seguono lo stesso programma a livello internazionale.
Scrivere e leggere correttamente l’inglese non è semplice e solo una scuola inglese può darti questi strumenti.
In particolare la Andersen School mi piaceva per i suoi spazi esterni dove gli studenti passano molto tempo: è importante per i bambini stare all’aria aperta e giocare! Inoltre la Andersen School ha un dipartimento creativo dove insegnano arte, teatro musica ed educazione fisica.
E non ultimo ci sono delle risorse fantastiche: sia teconologiche che tradizionali. Ogni aula ha una lavagna interattiva connessa a internet e una sala computer: in questo modo ogni studente ha accesso ad un computer personale.
Non manca nemmeno una biblioteca ben rifornita: nel programma scolastico ogni bambino legge almeno due libri a settimana.
Inoltre condivido pienamene la visione educativa della scuola: alla Andersen school si cercano di produrre risultati, ma ogni bambino è rispettato nella sua persona, nei suoi tempi e nella sua individualità. Vogliamo prima di tutto che i bambini siano felici.

Quali sono i plus della scuola?
Come ho appena detto, uno dei plus è che viene rispettata l’individualità di ogni studente.
Nella Andersen school non si presta attenzione solo al test attitudinale e ai risultati ottenuti. Si presta particolare attenzione anche allo sviluppo emotivo dei bambini e per questo abbiamo dedicato un momento della giornata che si chiama “circle times”.
Inoltre per i vari conflitti tra i ragazzi abbiamo istituito un “angolo delle discussioni” dove i ragazzi si confrontano quando ci sono litigi o tensioni.
Cosa significa per un bambino essere bilingue?
Essere bilingui signifca avere più opportunità, nel lavoro e nei viaggi. Credo inoltre che essere bilingue significhi apprendere con più facilità altre lingue straniere.
Quali sono i plus del metodo inglese?
Nella nostra scuola c’è un lavoro incrociato negli argomenti didattici.
Ad esempio se si sta facendo una lezione sui Vichinghi ci si allinea con tutte le materie possibili: per la lezione di teatro si mette in scena qualcosa in tema, si disegnano rune in storia dell’arte e si scrivono racconti pensando di essere dei Vichinghi. Insomma, si cerca di insegnare nel modo più fantasioso e divertente per i bambini.
Quali sono le differenze con una scuola italiana?
Non ho mai insegnato in una scuola italiana quindi non posso dire quali siano le differenze, posso solo dirti che la Andersen School è la scelta migliore per me e per i miei bambini.
Elena Zauli di The Yummy Mom