Mezzogiorno, sole cocente. I tuoi figli sono a giocare in riva al mare e tu che ti sgoli a chiamarli perché è ora di andare a casa per docce e pranzo. Ma loro mica ti sentono! Arriva in soccorso la nostra Tata Montessori che ci spiega risolvere il classico “capriccio” da bagnasciuga …
Come Tata Montessori mi capita spesso di assistere a situazioni di tensioni tra genitori e figli quando vado al mare o sono in giro. Una delle situazioni più frequenti al mare è quella in cui a mezzogiorno il genitore avvisa che è ora di tornare a casa e i bambini vogliono finire di fare il castello o altri lavori con la sabbia dove al 90% dei casi scatta il capriccio e il genitore finisce per perdere la pazienza. Parleremo di alcune accortezze da tenere al mare, alcune variabili per comprendere questo comportamento, cose da non fare e come comportarsi in questi casi.
In generale al mare i bambini tendono ad essere più nervosi sia per l’ambiente (più luminoso, più caldo e più confusionario, soprattutto dopo i mesi che abbiamo passato in casa), sia per le attività che fanno (dal giocare con la sabbia, al correre, allo stare sotto al sole o in mezzo all’acqua). Sicuramente è importante avere alcune accortezze come la protezione solare e non esporsi nelle ore calde, riposare nel pomeriggio, avere dei momenti speciali e di gioco con gli adulti, mantenere alcune routines allo stesso orario come i pasti e l’andare a letto.

Torniamo a mezzogiorno e ai nostri bambini che vorrebbero restare sempre in spiaggia, nonostante sia l’ora di pranzo e magari hanno anche fame, ma non c’è verso di andare a casa. Ci sono alcune variabili da tenere presente:
- L’età: quanti anni hanno? Da cosa sono interessati (o quello che spesso noi definiamo come “si fissa con…”) o in che fase esplorativa sono? C’è differenza tra un bambino di 18 mesi, 4 anni e 9 anni.
- Il luogo: siete in vacanza in un posto conosciuto oppure nuovo? Hanno bisogno di conoscerlo, adattarsi, sentirsi al sicuro. Possono avere bisogno di tempo o trovarsi subito a loro agio e manifestarlo a loro modo.
- Cosa stanno facendo: sono concentrati a fare qualcosa? Sono meravigliati, affascinati, incuriositi e con voglia di esplorare qualcosa attraverso il gioco e ciò che offre l’ambiente circostante?
- Con quale frequenza piange e non vuole tornare a casa: è un evento sporadico, unico o che si ripete con una certa frequenza quando siete fuori casa? Se si ripete spesso può essere una richiesta di attenzione.
- Il loro rapporto col mare: non vanno mai al mare o sono stati già diverse volte? Apprezzano il mare? Amano giocare con ciò che c’è nell’ambiente circostante o hanno alcune paure?
- La vostra relazione al mare: giocano e stanno maggiormente da soli o avete momenti assieme?
Ogni bambino è a sé, ha un suo modo di vedere il mondo, le sue emozioni e i suoi vissuti, come capita per noi adulti.
Solitamente quando non ci sentiamo ascoltati alla 357esima volta, finiamo per perdere la pazienza e per avere atteggiamenti che abbiamo sempre visto fare o addirittura vissuto sulla nostra pelle e ci fanno poi stare male.
COSE DA NON FARE in questo caso:
- Con la sgridata non si ottiene nulla: magari erano concentrati e ci tenevano a finire con precisione il loro lavoro, stavano preparando qualcosa con la sabbia da farci vedere oppure si stavano divertendo. Sgridare i bambini è una forte umiliazione che lede la loro autostima. È sempre meglio spiegare i bisogni reciproci per trovare un accordo che rispetti tutti.
- L’uso della forza: prenderlo di peso e trascinarlo a forza fino a casa tra pianti, urla ed avere tutti gli occhi addosso dei vari bagnanti non fa sentire né te né i tuoi bambini a proprio agio. Non si sentiranno rispettati e sarebbe come dire “ciò che fai non è importante. Conta solo ciò che dico io”.
- Dare una sculacciata: spesso sento dire “è solo una sculacciata! Non è mai morto nessuno! Ci siamo cresciuti tutti”. In realtà diversi studi hanno dimostrato che ha degli effetti sulla crescita dei bambini, come manifestazioni di aggressività, problemi comportamentali vari, ridotta capacità cognitiva e conseguenze di bassa autostima.
- Usare vari stratagemmi: manipolare, ingannare o usare varie scuse per far sì che vengano via dalla spiaggia finirà per farli sentire presi in giro, arrabbiati e faranno la stessa cosa con noi per ottenere ciò che vogliono.
- Usare ricatti emotivi: “se fai il bravo e vieni via dalla spiaggia, poi ti compro il gelato” oppure “o fai così o ci saranno delle conseguenze” li farà sentire contrariati e non rispettati.
Il bambino è per natura un essere sociale, comprensivo e vuole collaborare, se lo rispettiamo come persona.

Ecco i miei 6 consigli per tornare a casa dalla spiaggia senza tensioni:
- VALORIZZARE CIÒ CHE STA FACENDO: i bambini hanno sempre bisogno di sentirsi visti, apprezzati e amati, di fare il pieno di coccole e amore. Ogni cosa che costruiscono o fanno apprezzatela dicendo “bene! Ho visto che hai fatto…!” in modo che avranno le tue attenzioni e non finiranno cercandole in mille modi che causeranno stress a entrambi.
- PASSARE DEL TEMPO DI QUALITÀ ASSIEME: metti da parte il telefono e gioca con i tuoi figli! Divertirti come quando eravamo piccoli con buche, castelli, formine e conchiglie, dando sfogo alla tua fantasia e facendo ciò che ti piace. Condividete giochi e momenti speciali in vacanza!
- AVVISARE QUALCHE MINUTO PRIMA: è importante avvisare il bambino, dicendo “vedo che sei concentrato, tra 10 minuti andiamo a casa per pranzo. Appena hai terminato, inizia/iniziamo a sistemare”. Avvisare di nuovo 5 minuti prima e cominciare a sistemare insieme, se ha bisogno di aiuto.
- PARLARE ALLA LORO ALTEZZA, GUARDANDOLI NEGLI OCCHI: mettersi alla loro altezza, guardarli negli occhi e chiamarli per nome faciliterà la comunicazione. Parliamo sempre dalla nostra altezza, ma è importante per entrare in relazione e avere la loro attenzione abbassarsi di qualche centimetro.
- RICONOSCERE I BISOGNI DI CIASCUNO: Verbalizzare sia i propri bisogni che quelli dei bambini. Hai fame o è importante mangiare entro una certa ora? Dillo al tuo bambino! “ Se il tuo bambino vuole rimanere in spiaggia puoi dirgli: “capisco che vorresti restare ancora in spiaggia e andare a casa ti fa arrabbiare/ti dispiace ma è ora di pranzare”.
- TROVARE UN ACCORDO: Potete trovare un accordo, come tornare al mare per finire il loro lavoro di sabbia nel pomeriggio. Ci si augura che chiunque veda in spiaggia un castello o una scultura non la distrugga perché l’unica persona che dovrebbe farlo è il bambino che lo ha costruito. Ci affidiamo al buon senso degli osservatori di castelli di sabbia! In caso trovaste il lavoro distrutto al vostro ritorno, potrete farlo voi con i vostri bambini.
In generale trovate un accordo che soddisfi entrambi, rispettando le paure e le preoccupazioni dei bambini.
Spero ti sia stato utile questo articolo!
Ti aspetto per i miei prossimi consigli da Tata Montessori sul rientro a scuola!
Tata Ilaria
Ilaria Cichetti – La Tata Montessori (link www.ilariacichetti.com), Riorganizzatrice di interni a misura di bambino, Interprete e traduttrice dell’infanzia agli adulti, Educatrice del Potenziale Umano, Facilitatrice di Autonomia e Felicità con il Montessori a casa.