
BabIdetta è un e-commerce che propone scarpe per bambini di ottima qualità e a prezzi contenuti. L’anima del marchio sono due giovani donne intraprendenti che circa un anno fa si sono buttate a capofitto in questo entusiasmante progetto imprenditoriale.
Mi accolgono nel bel soggiorno di una delle due socie, Valentina Visconti (l’altra è Valentina Cameli), che ha il pancione di chi potrebbe partorire da un momento all’altro (ndr. è in arrivo il secondo maschietto) eppure è lì a inscatolare scarpe per una vendita diretta che si terrà il giorno dopo.

Come è nato Babidetta?
Io e Valentina – comincia a raccontare Valentina Visconti – ci siamo conosciute 2 anni fa, tramite amici comuni, sul treno che da Roma ci riportava a Milano dopo un matrimonio e da allora praticamente siamo diventate inseparabili: avevamo tantissime cose in comune, tra cui due bambini piccoli della stessa età. Durante le nostre chiacchierate al parco, spingendo i passeggini, è venuto fuori che entrambe sentivamo il desiderio di rimetterci in gioco dopo la maternità, creando magari qualcosa di nostro.
Finché un giorno è arrivata l’occasione che cercavamo: l’opportunità di rilevare Babidetta da un’amica che viveva in Spagna e non poteva più occuparsene. Entusiaste, abbiamo deciso di buttarci nel progetto, senza però lasciare nulla all’improvvisazione: abbiamo prima analizzato il mercato, cercato di capire se c’erano possibili competitors in Italia e poi abbiamo studiato tutte le fasi del processo che va dal contatto coi fornitori fino alla spedizione del prodotto ai clienti finali.
Lavorare con un’amica è un valore aggiunto?
Io – sostiene Valentina Visconti – non avrei potuto pensare a un’altra persona con cui intraprendere una simile attività: lavorare con le amiche non è detto che sia più semplice, noi però abbiamo capito subito che la nostra complicità e complementarità poteva funzionare anche dal punto di vista professionale. Valentina C. annuisce e conferma.
Cosa facevate prima?
Veniamo entrambe da esperienze professionali diverse: io (Valentina Cameli) facevo la giornalista per la redazione online del Corriere della Sera. La crisi del 2008, che ha travolto anche l’editoria, è coincisa con il mio matrimonio e con l’arrivo della mia prima bambina. Ho deciso quindi di lasciare il lavoro di redazione per un più flessibile lavoro da freelance. Poi è arrivato anche Ludovico, il mio secondogenito, e quindi per un po’ mi sono dedicata solo ai figli. Ma avendo sempre lavorato, a un certo punto ho sentito la necessità di tornare a farlo.
Io (Valentina Visconti) invece ho lavorato per diversi uffici stampa, mi sono occupata di affitti brevi, e poi di crafting, creando e rilegando album fotografici.
Chi fa cosa? Come avete ripartito i ruoli?
Abbiamo scelto di essere intercambiabili: per noi è il modo migliore per seguire ogni aspetto del progetto Babidetta, avendone sempre una visione completa. E poi ci divertiamo di più! Quindi a turno ci occupiamo della grafica, dei rapporti coi clienti, del blog, dei social ecc.
Poi, per darci un minimo d’impostazione organizzativa, io (Valentina Cameli) mi occupo di più della parte amministrativa e della comunicazione e Vale, che è più creativa, delle iniziative speciali. Lascio a lei anche i rapporti coi fornitori perché col suo spagnolo improvvisato riesce a farsi capire alla grande!
Cos’hanno di speciale le scarpe di Babidetta?
Le nostre scarpine sono fatte con materiali di qualità, calzano comodamente e si indossano facilmente. Nel design, che curiamo personalmente dando ai fornitori indicazioni precise, ci rifacciamo molto al passato, alle scarpine classiche che anche noi portavamo da bambine e che oggi magari non si trovano più nei negozi. Tendenzialmente puntiamo sulla sobrietà, quindi no a strass, borchie e glitter. Certo non rinunciamo ai dettagli divertenti come i lacci colorati a contrasto oppure la scarpina da bebé in colori insoliti come il blu elettrico, perché sappiamo che i bambini desiderano cose divertenti anche nell’abbigliamento. E’ da poco uscito uno stivaletto in camoscio con elastico e cuciture a contrasto colorate. E, last but not least, le nostre scarpe hanno prezzi estremamente accessibili.

Dove sono prodotte le vostre scarpe?
Sono prodotte in Spagna: appena fuori Madrid c’è un distretto calzaturiero con una lunghissima tradizione artigianale. Ci sono tante piccole aziende che si tramandano da generazioni l’arte di fare le scarpe, con una manualità e una cura che altrove si stanno perdendo. I materiali sono selezionati con grandissima attenzione e questo è ben visibile nel prodotto finito.
Quali sono i modelli più venduti?
In questo periodo, complice il back to school, vanno tanto i modelli classici blu o marroni, che stanno bene anche con le divise scolastiche. E quindi il modello Flavia per le femminucce e Davide per i maschietti; poi Guia, Camilla, Orlando. Ogni modello di scarpa ha il nome di un bambino che abbiamo conosciuto e che ci ha in qualche modo ispirate. Hanno molto successo le bebé, che personalizziamo anche col nome: un’idea originale anche per un regalo. E poi le scarpine classiche da cerimonia per i paggetti e le damigelle.
Babidetta vende solo online?
Gran parte dell’attività è legata alle vendite online, ma abbiamo scelto di dare spazio anche alle vendite dirette, che organizziamo periodicamente. Per ora solo a Milano, a Roma e a Genova ma stiamo progettando una vendita itinerante, magari con l’aiuto delle clienti che spesso ci chiedono di venire nella loro città. La vendita diretta è per noi un momento molto importante, perché incontrando le clienti di persona abbiamo l’opportunità di capire meglio le loro esigenze e andarvi incontro. Con la vendita diretta c’è un riscontro immediato e si crea proprio un rapporto umano, di fiducia. Molte clienti incontrate durante una vendita diretta le ritroviamo poi a fare ordini sul sito.
Il rapporto è talmente familiare che capita spesso che alcune clienti vengano a casa nostra a ritirare delle scarpe e che i loro bambini si mettano a giocare coi giochi dei nostri figli, mentre noi le confezioniamo.
Babidetta esiste da meno di un anno eppure è cresciuta tantissimo anche grazie al passaparola. Ci piace l’idea che rimanga una realtà piccola, in modo da preservare questa familiarità con i clienti.
Anche perché comprare scarpe per i propri bambini online non è semplicissimo e lo scambio tra noi e le mamme gioca un ruolo importantissimo.
Noi, diciamo così, ci mettiamo la faccia.

I mariti vi supportano?
Sono bravissimi e pazienti, ci sostengono molto. Mio marito – racconta Valentina Cameli – fa l’ingegnere e quindi ogni tanto controlla che i conti siano a posto. Mio marito invece – continua Valentina Visconti – avendo lavorato nel mondo delle start up è prodigo di consigli. E poi ci sono i nostri figli, che si divertono a sguazzare tra le scarpe e a fare i modelli dei nostri servizi fotografici assieme ai figli dei nostri amici.
Progetti per il futuro?
Diversi. Nelle spedizioni abbiamo appena introdotto il misurometro, ovvero una sagoma di piede che permette di individuare il numero di piede esatto del bambino. Uno strumento molto utile.
Poi abbiamo cominciato a spedire, assieme agli ordini, le suolette Babidetta, che agevolano la calzata quando la scarpina è un po’ grande.
Stiamo anche pensando di realizzare un modello identico mamma/figlia.
Vorremmo anche implementare la comunicazione e la pubblicità attorno al marchio e cominciare a fare vendite dirette all’estero. E magari aprire uno show-room. Ma senza fretta…una cosa alla volta!
A cura di Mariangela Monti di Moms About Town