
Care amiche mamme,
se state leggendo queste mie parole è perché sono sopravvissuta.
Sì, sopravvissuta alla prima vera prova da mamma. Quella che … il parto a confronto è una sciocchezza, le notti in bianco sono un divertimento e il calo ormonale post parto (con relativa richiesta di divorzio a giorni alterni al marito) un vero toccasana.
Io sono sopravvissuta al virus gastrointestinale!
Ho un vago ricordo di quei momenti, tipo dei flash. Perché sì ne sono uscita, ma ne sono uscita cambiata da quei tre giorni devastanti, paurosi, difficili, freddi.
Ricordo il bagno, buio, tanto buio che il water mi sembrava una di quelle visioni tipo oasi nel deserto; ricordo una me, pallida, sotto tre strati di maglioni, in giro per casa tenendo in mano i pannolini di mio figlio manco fossero rifiuti nucleari; ricordo lo sguardo di mio marito, un po’ allucinato, stile Jack Nicholson in Shining, in cerca di vie di fuga e spifferi d’aria pulita; ricordo le nonne che andavano e venivano come delle crocerossine in tempo di guerra. Poi il nulla.
BLACK OUT.
Sono stati tre giorni devastanti, paurosi, difficili, freddi.
Comunque, come al solito divago. Quel che ricordo bene, ma bene bene, è che finalmente era arrivato il tanto atteso anniversario di matrimonio, il secondo.
Per festeggiare io e mio marito ci siamo concessi una serata in libera uscita: un veloce aperitivo mano nella mano come due fidanzatini, una cenetta guardando il cielo stellato di inizio autunno e un’ottima bottiglia di vino che ci ha fatto uscire dal ristorante saltellanti come grilli in amore cantando “Hey ci stai fiky fiky con me? Facciamo fiky fiky insieme?Dai!”.
Bello.
Ma no!
Perché lo sapete che io ho anche degli importantissimi impegni sociali no? Essendo io la portavoce ufficiale del movimento “Mai una gioia” sono stata immediatamente richiamata all’ordine: allarme bambino, allarme bambino, allarme bambino.
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Ansia.
E insomma niente, al primo s.o.s lanciato dalla nonna, si corre a casa, questa volta canticchiando “andiam, andiam, andiamo a lavorar….” (e va be’, sarà per la prossima…)
Apriamo la porta, sorrisoni, abbraccione di famiglia e…
BUAAAARGH….R-I-S-O O-V-U-N-Q-U-E.
Oddio ma chi c’è dentro il corpicino del mio bambino?! L’esorcista? Pavimento, tappeto, mobili … marito … R-I-S-O-O-V-U-N-Q-U-E.
Ecco la mia prima vera prova da mamma: combattere contro il virus gastrointestinale, curando prima il bambino, poi me stessa, poi il marito … e poi evitare di rispondere a tutti i messaggi minatori tipo “sto male anche io…mi hai attaccato il virus!”.
Ops.
Devo ammettere però il mio sbaglio. Sì, perché le già-mamme, come sempre, mi avevano preparato
Ah, hai deciso di iscriverlo al nido? Auguri.
E vedrai. Nessuna se ne scampa. Toccherà pure a te.
Ne prenderà una a settimana!
Ridi, ridi…che poi piangi.
Avrei dovuto ascoltarle, e invece no! Me ne sono andata in giro fiera come un pavone
Uuuh come gli piace al mio bambino andare al nido!!
Non ha mai pianto neanche una volta!
L’inserimento?! Una passeggiata…
BRAVA! BRAVA! BRAVA!
Comunque sappiate che al primo vero vomito di mio figlio (perché un conto è il rigurgitino dei neonati, un conto è il vomito a getto) ho reagito da vera mamma matura, forte, preparata….
ahahahahhahahahahahha
…..
perché dici le bugie?! (commento di mio marito, ndr)
Ok rettifico. Al primo vero vomito di mio figlio io…io…ho pianto. Ma cosa devo fare se c’ho l’ansia, uffa!!
Oddio, amore che cos’a? E’ posseduto? E’ verde? E se si soffoca? No, non tenerlo così. Mettilo giù. Ma non lasciarlo da solo sul divano, no? Prendilo in braccio!! Cosa faccio, chiamo la pediatra? L’ospedale? La guardia medica? Andiamo a letto?
Ecco, la soluzione come sempre è dormirci su (dopo aver disfatto il letto due volte, lavato i pavimenti tre e fatto lavatrici su lavatrici).
Sono stati tre giorni devastanti, paurosi, difficili, freddi. Ma il mio secondo anniversario di matrimonio è stato comunque bellissimo.
Alla fine ci hanno pure lanciato il riso, che porta bene no?
Evviva gli spos ….ops, i genitori!!!
dal blog “Mamma Che Ansia” di:
Responsabile editoriale – Mumadvisor