
A Natale sono tutti un po’ più buoni.
Tutti, tranne te.
Tu, mamma che hai deciso di iscrivere il tuo bambino al nido.
Tu sei il male. Una mamma snaturata. Tu, a Natale, ti meriti solo vagonate di carbone.
Questo ti meriti, solo carbone … e di andare in giro con un cartello appeso al collo con la scritta: VEDRAI.
Perché è questo che ti diranno tutti: vedrai. Ma non un vedrai ottimista del tipo:
Seh! Questo sì che sarebbe un vero miracolo di Natale.
No, il loro VEDRAI, suona più come una minaccia, o un malaugurio.
E’ questo che succede quando tu, mamma snaturata, prendi l’insensata decisione di mandare tuo figlio ad Alcatraz (ops, volevo dire nido) raccontando a tutti la bugia che siccome devi lavorare ….
Ma dai! Chi ci crede!
Ma soprattutto, ecchissenefrega se la notte prima del suo primo giorno di nido, sei divorata dall’ansia e dai sensi di colpa e piangi nascosta sotto il cuscino perché no, non sei pronta a separarti da lui.
Se l’hai iscritto al nido, tu quest’anno ti meriti solo tanto carbone a Natale.

Perché poi arriva lui, il primo colpo di tosse. E di chi è la responsabilità eh? E’ inutile che adesso cerchi scuse assurde dando la colpa all’inverno, al freddo, ai malanni di stagione! Ma chi ci crede!!!
Lo sanno tutti, pure i muri, che se tuo figlio non avesse MAI messo piede nel centro batteriologico (ops, volevo dire nido) non si sarebbe MAI ammalato e avrebbe vissuto un’infanzia felice e serena senza sapere neanche cosa fosse un raffreddore.
Dico: adesso hai anche il coraggio di chiedere di spacchettare qualcosa la mattina di Natale? Ma siamo matti? Eh no…carbone, carbone e ancora carbone!
Ma sì, ecchissenefrega se già di tuo vivi in uno stato di ansia perenne, perché ci sarà sempre qualcuno che si è posto come unico scopo nella vita quello di aumentare a dismisura il tuo già immenso senso di colpa materno.
“Senti che tosse che ha! Va che se continui a mandarlo al nido finisce che va in bronchite”
“Come è mogio. Ha la febbre? Te l’avevo detto di tenerlo a casa oggi!”
“ Verrà su un bimbo debole a furia di ammalarsi in continuazione. Non puoi tenerlo a casa per un po’?”
“E va che sta girando il virus … ti conviene tenerlo a casa fino a primavera!”
E sì, ecchissenefrega se l’affitto alla Reggia di Versailles (ops, volevo dire la retta del nido) costa un occhio della testa! Tienitelo a casa ‘sto bambino, mamma snaturata che non sei altro, e regalagli un’infanzia serena e felice lontana da influenze, virus e microbi.
E aspetta la materna, o le elementari o addirittura le medie per introdurlo in società. Che li non si ammalano mai i bambini. Ma il nido NO!
Il nido è il male. Tu sei il male.

Tanto non avrai scampo cara amica-mamma-snaturata-che-porti-ogni-giorno-con-tanti-sacrifici-il-tuo-bimbo-al-nido … perché arriverà anche il momento in cui ti placcheranno fuori dalla porta di casa per dirvi:
“guarda che sono stato cinque minuti cinque con tuo figlio e l’ho visto strano. Non era il solito, camminava male, non ha mangiato tanto, continuava a grattarsi la testa … Non so, ma secondo me devi fallo vedere a qualcuno. Devi pensare prima lui che a tutto il resto”…
E lì, in quel preciso momento, comincia a venirti il sospetto che forse forse, è vero, la scelta di mandarlo all’Area51 (ops, volevo dire nido) non è stata la scelta giusta … ma giustissima!!!
Perché ogni volta che vai a prenderlo, la maestra ti dice quanto è stato bravo.
Ogni volta che vai a prenderlo la maestra ti racconta di un suo progresso.
Ogni volta che vai a prenderlo lo vedi sempre lì sereno, intento a giocare con i suoi nuovi amichetti.
Perché ogni volta che vai a prenderlo, e lui ti vede, ti regala un immenso sorriso e ti butta le braccia al collo felice di rivederti ed entusiasta di farti vedere tutte le cose belle che ci sono lì a casa (ops, volevo dire nido)
E’ vero, nove volte su dieci quel sorrisone è tutto impiastricciato di muco. Ecchissenefrega! Tanto c’è sempre la sua mamma pronto a farglielo tornare bello pulito con una passata di fazzolettino.
Noi a Natale abbiamo questo di regalo.
Gli altri si tenessero i (pre)giudizi.
E come dice la mia amica J.K. Rowilng: BUONA VITA A TUTTI (che ognuno pensi alla sua, però).
Melissa Ceccon di Mamma che Ansia ( IG @mamma_che_ansia)