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Il nemico invisibile che fa soffrire i bambini: ecco cosa ha causato la quarantena

29/05/2020

Rabbia, pianti, disturbi del sonno: il 98% dei pediatri segnala aumento di disagi nei bambini

Loro, i bambini, sono i veri eroi di tutta questo surreale periodo. Lo abbiamo sentito dire spesso e lo abbiamo sicuramente letto sui social e negli articoli di giornale. Loro, i primi a pagare il conto del Coronavirus, sono quelli che più di tutti ci hanno ricordato che – nonostante tutto – bisogna andare avanti.

Da mamme, anche noi in primis sul campo di battaglia, ci eravamo poste però una domanda: che effetto avrà questo lungo periodo di isolamento, soprattutto sociale, sui nostri figli? Per dare una risposta a noi, e a tutte voi che ci seguite ogni giorno, ne avevamo parlato con tre esperte, psicologhe e psicoterapeute, che erano riuscite a dipanare alcuni dubbi facendo un quadro clinico dettagliato che ci ha fatto riflettere.

Se volete rileggere l’intervista, cliccate qui.

Ora però, in questa nuova fase dove ai bambini è stata riconsegnata un po’di quella libertà “rubata”, arrivano numeri sconfortanti: secondo la Società italiana delle cure primarie pediatriche (Sicupp) il 98% dei pediatri segnala un aumento dei disagi nei bambini.

Quali? Rabbia, pianti, disturbi del sonno. I principali.

L’INDAGINE

A lanciare l’allarme è Flavia Ceschin, vicepresidente della Sicupp che, in una nota stampa riportata dall’agenzia Dire.it fa sapere:

“È una survey che parte da chi ha avuto sempre gli ambulatori aperti durante l’emergenza Covid. da chi ha risposto alle telefonate dei genitori preoccupati da alcuni comportamenti mai notati prima nei figli – afferma – l 98% dei pediatri di famiglia segnala un aumento di comportamenti problematici nei bambini. Nel 20% dei casi è visibile in tutte le età, nel restante 80% solo in preadolescenti e adolescenti”.

Un nemico invisibile che i nostri piccoli eroi combattono ogni giorno con al fianco, dei genitori, impotenti.

Se all’inizio di tutto questa crisi sanitaria (e oltre) il problema poteva ridursi alla semplice mancanza dell’amichetto o del parco giochi, il lungo periodo di isolamento ha sicuramente aumentato il carico sulle spalle dei più piccoli tanto che la Società italiana delle cure primarie pediatriche parla addirittura di disturbi post traumatici da stress.

LE CAUSE

E’ solo l’allontanamento dal mondo scolastico la causa? Decisamente no. Come si legge nella nota stampa:

“La quarantena, la scolarizzazione molto difficile con il computer o lo smartphone, la rinuncia del contatto con i compagni – spiega la vicepresidente –  Problematica è stata l’eccessiva esposizione mediatica che i bambini hanno avvertito. Qualcuno ha vissuto dei lutti, per non dimenticare le famiglie con difficoltà economiche”.

Insomma, una responsabilità emotiva troppo grande per i bambini.

E spettatori passivi di tutto questo, sono stati i genitori:

“I papà e le mamme ci raccontano che i più piccoli sono impauriti o ‘appiccicosi’, qualcuno manifesta in modo drammatico comportamenti di collera con urla, scoppi di rabbia e aggressività verso oggetti e persone ma anche verso sé stessi. Altri hanno episodi di pianto inconsolabile con una continua richiesta di attenzioni, inappetenza, perdita di interesse per i giochi tradizionali e frequentemente- aggiunge la pediatra- sono riferiti disturbi del sonno con risvegli notturni o incubi che spesso regrediscono col co-sleeping”.

E poi, nei più grandicelli, c’è il classico mal di pancia, lo scatto di collera, disturbi psicosomatici. Senza contare malesseri più profondi come ansia, depressione, tristezza, bassa autostima, difficoltà di concentrazione, rifiuto nel fare i compiti, aggressioni verbali.

L’APPELLO DI FLAVIA CESCHIN, VICEPRESIDENTE DELLA SICUPP

“ Abbiamo il compito di aiutare i genitori a comprendere cosa sta succedendo, per evitare in alcuni casi lo sviluppo di questo tipo di disturbi – conclude la pediatra – i problemi sono a 360 gradi e dovremo avere gli occhi ben aperti. Dovremo stare più vicini ai genitori e sostenerli perché la prima risorsa del bambino è il genitore. Un genitore sereno, perché sostenuto, riesce a contenere meglio il figlio”.

 

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

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