Mum's News

I genitori chiedono una Nuova Scuola al Governo: “se non si può stare in aula, allora puntiamo all’apprendimento outdoor!”

20/05/2020

La lettera scritta da alcuni genitori e insegnati per chiedere al Governo di riorganizzare il sistema scuola, stanchi dei continui tagli e rattoppi al settore dell’istruzione

Chissà che scuola ritroveranno il prossimo settembre, bimbi e ragazzi. Chissà cosa gli resterà dentro di questo lungo periodo di isolamento. Chissà se la didattica online porterà a dei reali risultati o se si dimostrerà essere stata solo un tampone poco efficace di tante settimane lontani dai banchi della propria classe.

Chissà. Tra rabbia, aspettative, preoccupazioni, attese … sono tante le domande che affollano la testa di genitori e insegnati. I primi, costretti a destreggiarsi tra smart-working e home schooling, i secondi impossibilitati a svolgere il proprio mestiere e costretti ad insegnare via web.

Insomma, quale futuro attende i nostri figli? E i docenti? E cosa ci dobbiamo aspettare noi genitori? Cosa abbiamo davanti?

Lettera aperta di insegnanti e genitori

Ci ha particolarmente colpito una lettera di genitori e docenti pubblicata su Tecniche della Scuola, un appello al Governo in cui si chiede una Nuova Scuola.

“In tutte le vostre decisioni e decreti la categoria più giovane della nostra società non è stata presa in considerazione, come d’altronde da molti anni  in Italia. Dobbiamo ricordare che i bambini sono gli adulti di domani e noi abbiamo il dovere di educarli, di accudirli, di dare loro dei modelli da seguire. Al momento però i modelli da seguire non ci sono! La didattica a distanza è stata solo un modo per tamponare un’urgenza, ma non è pensabile poter trasporre l’ambiente didattico dalla scuola alla casa degli studenti – si legge – Dietro uno schermo si nasconde una storia, vite diverse, famiglie abbienti, famiglie povere, famiglie felici, famiglie violente, genitori sani, genitori malati. Come si può  chiedere ai docenti di valutare l’apprendimento di un ragazzo dopo mesi che rimane segregato in casa davanti ad uno schermo magari quattro o cinque ore?”

Quello che è successo in questi mesi, ve ne avevamo parlato già in questo nostro articolo, è che ci si è resi conto ancor di più del fondamentale ruolo della scuola non solo nella vita dei ragazzi ma per la società intera ma – dall’altro lato – ha fatto emergere anche tante crepe già esistenti nel sistema scolastico italiano. Ed è proprio questo che genitori e docenti, in questa lettera inviata a Tecniche della Scuola, hanno voluto mettere in luce: una metodologia didattica più improntata all’outdoor e meno precariato tra gli insegnanti, così da garantire continuità nelle relazione e nei contatti sociali.

Non è possibile stare in aula? Bene si dovrà prediligere l’apprendimento outdoor, dove i bambiini, i ragazzi saranno liberi di scoprire e sperimentare fuori dall’ambiente scolastico – scrivono – E gli insegnanti? Continuano a saltare di scuola in scuola, riconfermati di anno in anno senza la possibilità di dare una continuità didattica ai propri studenti. Ogni anno è la stessa storia: alla fine dell’anno si salutano i propri allievi augurando loro il meglio e sperando di rivederli formati e pronti ad affrontare il mondo”.

La richiesta

Cosi chiudono la loro lettera:

“Chiediamo una riorganizzazione della scuola e del personale docente affinchè la scuola diventi il centro della società per formare cittadini del mondo culturalmente preparati ma anche uomini e donne con dei valori e un’etica morale con  cui guidare le generazioni che seguiranno. Date l’esempio di un governo  che guarda lontano e si assume la responsabilità di un popolo oramai stanco di continui tagli e rattoppi nel settore dell’istruzione.”

 

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

Top

Segnala un’attività

Do il consenso ai fini commerciali.
Ho letto la normativa sulla privacy