Mum's Life

I 10 consigli per stimolare i bambini a raggiungere l’autonomia

11/03/2020

Queste lunghe giornate a casa potrebbero essere l’occasione per lavorare, insieme ai nostri bimbi, al raggiungimento dell’autonomia: imparare a lavarsi le mani da soli, ad allacciarsi le scarpe oppure ad usare il vasino. Come fare? Abbiamo chiesto ad una psicoterapeuta qualche consiglio

 

No, faccio da solo/a…

… mi puoi aiutare?

Durante la crescita evolutiva dei bambini, arriva un momento cruciale, una tappa fondamentale che richiede particolare attenzione ed energie da parte dei genitori: l’autonomia. Non è propriamente una tappa nel senso di un traguardo da raggiungere e che una volta raggiunto si conclude, bensì un passaggio che inizia nell’infanzia attorno ai due anni e che procede per tutta la giovinezza, in un qualche modo per tutta la vita, in quanto il compito dell’individuazione si dispiega di pari passo con il cammino per la consapevolezza di sé. Come ben sappiamo i bambini non nascono autonomi, occorre aiutarli a diventarlo, sostenendoli e fornendo loro una base sicura, alla quale poter tornare sempre per fare rifornimento affettivo, e sulla quale partire per l’esplorazione del mondo come una rampa di volo affidabile.

La psicoanalista infantile Margaret Mahler approfondisce questo tema parlando della fase di separazione e individuazione, mostrando come il bambino partendo da una fusione simbiotica e vitale con la madre, piano piano percepisca di esistere come un Io separato, e attraverso un cammino di differenziazione ed esplorazione del mondo esterno, arrivi ad individuarsi. Durante tale passaggio cruciale il bambino vive “una relazione d’amore con il mondo”, poiché diviene suo pezzo per pezzo e ne diventa l’esploratore, ma ha anche bisogno di tornare alla base per fare un nuovo “rifornimento affettivo”, per ricevere delle controprove dei suoi progressi veicolati da rinforzi positivi.

 

 

È proprio quel momento in cui il bambino si stacca dalle gambe della madre e va, prova, si mostra al mondo, esibendosi in tutta la sua forza, e poi cade e si rifugia e si attacca alle sue ginocchia perché ha bisogno ancora di sostegno, di un porto sicuro, di sapere che è amato sia quando riesce, sia quando cade, per riparare alla vergogna e alle frustrazione che una personalità che si sta strutturando può esperire nel procedere dei tentativi di autonomia. Ne consegue che più la madre e il padre sono sicuri e fiduciosi della bontà della fase esplorativa e consapevoli delle regressioni che vi possono intercorrere, più il bambino si sentirà stimato a provare a tentare da solo, e quindi invogliato a ritentare e a non bloccarsi di fronte ai momenti di difficoltà che può incontrare.

I consigli pratici

Non dobbiamo infatti dimenticare che il tema dell’autonomia è strettamente legato a quello dell’autostima, in quanto dando credito e fiducia al fatto che possa farcela da solo, il bambino potrà fare sua l’immagine di essere capace e abile, ottenendo da ciò una profonda soddisfazione che fornisce linfa vitale al Sé, e non solo conferme della sua performance. È bene ricordare che accanto al saper fare è di vitale importanza che sia coltivato insieme al proprio figlio anche il saper essere, in quanto una valorizzazione limitata alla sola prestazione, può influenzare il bambino a confrontarsi eccessivamente con gli altri, a misurarsi solo in termini di competenze, a sforzarsi di ottenere risultati portentosi per guadagnare attenzioni particolari dell’adulto, ma senza riuscire a far crescere in sé un reale e solido senso di autostima e valore personale.

Per quanto concerne l’autonomia, ogni età presenta dei differenti e graduali compiti di autonomia, quali ad esempio:

Spesso si riscontra uno scollamento tra quello che le teorie dicono e quello che la vita quotidiana presenta nel rapporto con i propri figli entro le mura di casa, ecco allora che se la cornice teorica può orientare un certo atteggiamento veicolato da un pensiero riflessivo più profondo, alcune indicazioni pratiche possono funzionare come stimolo pratico.

Ecco dieci pillole pro – autonomia che è sempre bene ricordare:

  1. Educare il bambino all’indipendenza (accompagnarli e permettere loro di raggiungere le loro piccole conquiste)
  2. Non impedire ad un bambino di fare qualcosa perché «è troppo piccolo» (non giudicare le capacità del bambino in base all’età)
  3. Abituare un bambino a fare con precisione è un ottimo esercizio per sviluppare l’armonia del corpo
  4. Essere come «angeli custodi»: osservare ed intervenire il meno possibile (dare loro tempo, non sostituirsi)
  5. Favorire il contatto con la natura (atteggiamento di cura, attenzione e premura es. piante, animale)
  6. Incoraggiare il coinvolgimento nella vita pratica, soprattutto in casa
  7. Evitare correzioni svalutanti e invadenti, giudizi, etichette, continui interventi
  8. Non fare «profezie» (es. se fai così, ti fai male); comunicazione volta al positivo
  9. Favorire un corretto approccio al cibo (non come premio, ascolto segnali di fame e sazietà)
  10. Evitare modalità relazionali basate su premi – punizioni (rinforzo solo esterno)

L’autonomia ai tempi del Corona Virus

Sapendo quanto sia difficoltoso affrontare questo tempo di incertezza e timore dovuto all’emergenza del Corona Virus, dovendo fronteggiare la chiusura delle scuole e la conseguente situazione dei propri figli a casa per la maggior parte della giornata, abbiamo pensato ad alcuni suggerimenti proprio in relazione al tema dell’autonomia:

 

 

  • Imparare a lavarsi le mani da soli: vista l’accortezza di tenere le mani pulite, è possibile approfittarne proponendo al bambino di imparare a lavarsi bene la mani in autonomia. In generale, promuovere l’autonomia nella routine del bagno.
  • Allacciarsi le stringhe delle scarpe: spesso si risolve il problema comprando le scarpe con gli strappi, e questa può essere una buona soluzione; d’altro canto imparare ad allacciarsi le stringhe da soli rappresenta un allenamento manuale per la motricità fine in termini propedeutici anche alla scrittura.
  • Gioco del vestirsi – svestirsi: anche semplici gesti quotidiani se presentati all’interno di una cornice di gioco possono invogliare il bambino a provarsi in nuove autonomie, che per i più piccini può essere appunto quella di vestirsi e svestirsi da soli.
  • Permettere dei momenti di noia: per non saturare ogni spiraglio di tempo della giornata, nell’ansia che non abbiano nulla da fare, è bene legittimarsi a lasciar loro dei momenti di noia, dove non siano gli adulti a proporre ogni attività, bensì siano propri i bambini protagonisti del proprio tempo, i quali annoiandosi percepiscano una motivazione interna alla creatività e all’autonomia di gioco.

 

Silvia Molteni,

psicoterapeuta presso il Centro Pedagogico Dimanda di Lissone (MB)

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