
Non importa se il tuo spirito materno è spuntato all’età di vent’anni. Neanche se il bambino che hai adesso tra le braccia l’hai cercatissimo e volutissimo. Non importa. Tu non sarai mai pronta.
Ad essere madre? Ma va, quello è istinto. Lo sei già, dal momento in cui vuoi un figlio. No, non sarai mai pronta ad affrontare tutto ciò che ti accadrà dal momento in cui darai l’annuncio ufficiale al mondo che:
“Aspetto un bambino!”.

Ehi bella, fai sparire immediatamente quel sorriso ebete che hai sulla faccia e scaccia via tutti quei cuoricini che ti girano intorno alla testa. Sei incinta? Non sai cosa ti aspetta. Per nove – lunghissimi – mesi ti troverai circondata da esperte di maternità, ginecologhe improvvisate, mamme tutto fare e amiche non-mamme che comunque ne sanno più di te.
Preparati. Non sai cosa ti aspetta.
I primi tre mesi sono quelli più delicati, lo sanno tutti. Per questo è consigliato evitare di gridare ai quattro venti di aspettare un bebè. Ma tu no, non ce la fai, conti i giorni e le ore per dare finalmente l’annuncio a tutti. E quando quel giorno arriva … ti penti subito di quello che hai fatto. Perché da quel momento, dopo dei rapidissimi auguri, comincerai a sentirne di tutti i colori.
Solitamente i più ottimisti sono i parenti, già “figliati” da anni, che si sentono genitori navigati.
“Eeeh…dormi adesso, che poi non dormi più!”. Oddio.
“ Eh vedrai come ti cambierà la vita, non farai più niente”. Porca miseria.
“ Ma ci avete pensato bene? Va che un figlio non è una passeggiata”. Ansia.
Ti affiderai allora alle coppie di neo genitori, nella speranza di trovare in loro lo stesso entusiasmo che hai tu all’idea di diventare presto mamma.
“Non sai cosa ti aspetta! Noi è un mese di fila che non chiudiamo occhio”. Molto bene.
“Scusami se mi trovi un po’ in disordine ma non trovo mai cinque minuti cinque per farmi una doccia come si deve! Eh tra un po’ mi capirai”. Che gioia.
L’ultima spiaggia rimangono le amiche, quelle non-mamme. Loro i figli non ce li hanno, quindi non sanno, quindi non possono dirti che la tua libertà ha i giorni contati.
Macché. Pure loro ne sanno più di chiunque altro, anzi per loro è tutto “uuuh che esagerata che sei”.
Uuuuu che esagerata che sei per un po’ di nausee, poi passano. Ma intanto tu hai iniziato a vomitare all’ottava settimana e arrivata al quarto mese di gravidanza ancora non hai finito.
Uuuuu che esagerata che sei per un po’ di mal di schiena, pensa quando dovrai tenerlo in braccio! Ti dicono mentre tu tenti invano di alzarti dal divano senza aiuti, per salutarle, con in grembo un bimbo che a 32 settimane già pesa tre chili e duecento grammi.
E a questo punto tu e tuo marito vi guarderete negli occhi, terrorizzati, chiedendovi: “Ma non eravamo felici quando abbiamo scoperto che il test era positivo? Eh? Tu te lo ricordi che eravamo felici, sì?”
Sì eravate felici, e lo sarete ancora. Perché l’amore vince su tutto.
Ma ricordatevi anche che un saggio proverbio dice: tra la felicità e l’amore, c’è di mezzo l’ansia. O qualcosa del genere.
E comunque, detto tra noi, io a due mesi dal parto la doccia me la faccio. Tranquillamente. Mi dicono che è fortuna…mah….
Melissa Ceccon