School Corner

Come sopravvivere alla didattica a distanza: homeschooling ai tempi del Coronavirus

30/03/2020

Siete a casa da lavoro? Oppure impegnate con lo smart-working? O fate parte di quelle mamme-eroine impegnate sul campo a fronteggiare l’emergenza? Di qualunque gruppo facciate parte, sicuramente tutte voi state facendo i conti anche con l’homeschooling! Ecco perché, insieme alla pedagogista Vera Lelli, abbiamo cercato di capire come è possibile gestire al meglio questo impegno con i nostri figli per non venirne sopraffatte!

 

Care mamme,

lo so, è veramente dura; ma passerà e noi, come sempre, in qualche modo ce la faremo!

Le scuole chiuse ormai sono una realtà. All’inizio era una strana novità, poi una complicazione da gestire, ora diciamoci la verità, é diventata la nostra quotidianità. E come sempre le fatiche della quotidianità vanno da noi mamme affrontate con coraggio per essere gestite al meglio.

Gestirle al meglio non significa competere per il premio di mamma più organizzata dell’anno ma significa trovare un modo per rendere le fatiche più sopportabili per noi, per i nostri figli e quindi per l’intera famiglia.

Siamo accomunate da un dato di fatto: i nostri figli sono tutti a casa, dai piccoli frequentatori di nido agli studenti universitari.

Noi mamme invece viviamo situazioni molto diverse caratterizzate ognuna dalle sue specifiche difficoltà.

1- Mamme chiuse in casa non lavoratrici o che non possono svolgere il loro lavoro, provate dalla reclusione e dall’assenza totale di qualsiasi distrazione rispetto alle solite questioni domestiche. Alienante!

2- Mamme chiuse in casa che si dedicano allo Smart Working che devono conciliare il lavoro nelle mura domestiche con la gestione dei figli e dei loro compiti. Delirante!

3- Mamme che nonostante tutto continuano a lavorare, che fanno parte degli eroici medici e infermieri che stanno salvando i malati d’Italia o svolgono mansioni ritenute indispensabili anche durante la quarantena. Innanzitutto: grazie a queste mamme! E la loro fatica? Inevitabilmente si sommano lo stress lavorativo, la paura di essere contagiate e la totale mancanza di tempo per gestire tutto quello che resta a casa. Devastante, sconvolgente, sovrumano!

Ecco. L’altra differenza è data dall’età dei figli. Perché quando si entra nell’età scolare si aggiunge un elemento di grande complessità: la gestione della didattica a distanza.

Vorrei darvi qualche consiglio per sopravvivere e non soccombere alla Homeschooling.

Partirei da quello che, a mio parere, riguarda tutte le mamme che stanno vivendo questo periodo per arrivare a dare qualche dritta alle mamme appartenenti alle singole categorie.

Cosa può valere per tutte?

Uno dei principi educativi fondamentale che in un periodo di emergenza e stravolgimento delle abitudini come questo diventa non vitale, direi salvifico.

ORGANIZZAZIONE

Ricordatevi che, per seguire i nostri figli in qualsiasi condizione logistica e lavorativa della famiglia, se si riesce a organizzarsi tutto si semplifica.

Organizzazione significa:

  • Programma preciso con orari e piano di lavoro da condividere con i bambini/ragazzi (a che ora si inizia, a che ora si finisce, quali sono gli argomenti del giorno…)
  • Regole da seguire durante le ore di scuola (non si gioca, non ci si alza, per i più grandi non si usa il cellulare…)
  • Flessibilità nel riprogrammare (laddove il compito era più difficile e lungo del previsto o il figlio ha avuto un momento di difficoltà)
  • Alternanza di momenti di studio con momenti davanti a uno schermo e momenti di svago e sfogo (la casa è un ambiente destrutturato, non si può pretendere un tempo di lezione pari a quello della scuola)
  • Utilizzo dei supporti multimediali per la didattica in base alle esigenze familiari e ai dispositivi in uso (cercate di pianificare l’utilizzo di telefono e computer per la didattica in momenti in cui non vi servono per lavorare)

 

E in base alle categorie di mamme di cui abbiamo parlato prima? Eccovi qualche suggerimento ad hoc!

 

1- Mamme che vivete chiuse da giorni e settimane alienate dalla gestione full time dei figli reclusi.

  • Con il vantaggio di non dover dedicare energie mentali al lavoro puntate a programmare le giornate in base a una routine fatta di orari e di abitudini regolari.
  • Tenete a mente che l’organizzazione aiuta ma non sempre funziona. Abbassate le vostre aspettative e accettate i momenti no. Vi aiuterà a perdere meno la pazienza e a non demoralizzarvi troppo.
  • Non siete delle insegnanti. Fate del vostro meglio ma non pretendete troppo da voi stesse e lasciate che i vostri figli lavorino in autonomia e a modo loro, anche sbagliando.
  • Ritagliatevi dei momenti per voi per evitare la frustrazione di sentirsi in balia dei figli e della casa.

2- Mamme dello smart working, recluse e obbligate al delirio del dividersi tra il lavoro e i figli.

  • Fate un patto coi vostri figli spiegando quali sono le esigenze legate al vostro lavoro e quali sono gli spazi di attenzione che potete dedicare ai loro compiti. Vi impegnerete a dare il massimo per loro, in cambio del rispetto delle regole che vi permettono di lavorare.
  • I programmi per voi diventano di vitale importanza. In base agli orari del vostro lavoro e agli impegni della giornata cercate di fare un piano. Nel vostro caso la flessibilità deve essere al massimo livello.
  • Se i figli sono grandi e autonomi basta condividere il programma o chiedere direttamente a loro di farlo. Se sono piccoli e hanno bisogno della vostra presenza organizzate una postazione di studio vicina alla vostra.
  • Definite un segnale, che potrebbe essere semaforo rosso o verde. Spiegate che quando i bambini hanno bisogno di un vostro aiuto devono controllare il semaforo: se è verde siete disponibili, se è rosso devono aspettare.

3- Mamme eroiche e lavoratrici devastate, spaventate e distrutte dalla vita troppo faticosa in questo periodo.

  • È molto probabile che se lavorate a tempo pieno la gestione dei figli spetti a qualcun altro (padre, nonni, baby sitter). La parola d’ordine rispetto alla Homeschooling è DELEGATE più che potete.
  • A fine giornata, se ne avete le energie, chiedete di avere un resoconto sul lavoro svolto. Altrimenti il punto può essere fatto a fine settimana.
  • Se proprio non potete contare su nessuno, fate comunque un programma giornaliero che in settimana sarà più leggero, nelle ore serali.
  • Puntate sul week end. Cercate di far rendere al massimo i giorni in cui siete a casa dal lavoro organizzandovi meglio che potete.
  • Mi raccomando, ricordatevi che state facendo quello che potete. Che se non si riesce a stare dietro ai programmi le insegnanti dovranno chiudere un occhio. La situazione è di emergenza: è chiaro per tutti!

Tre considerazioni conclusive che riguardano nuovamente tutte noi.

Nonostante tutto prendiamoci cura di noi. Basta poco ma serve per non crollare. Impegniamoci a ritagliarci qualche piccolo spazio da dedicare a semplici attività che fungano da valvola di sfogo e che ci ricordino chi siamo.

Non dimentichiamo mai che tutto questo finirà. É un periodo duro e surreale. Abbiamo paura, siamo sconvolte e non vediamo la luce in fondo al tunnel. Ma ci sarà un giorno non troppo lontano in cui guarderemo a tutto ciò come a un grande incubo da cui ci siamo svegliate.

Infine fatevi aiutare dall’ottimismo creativo. Lo conoscete? É la capacità di trovare qualcosa di positivo anche nei momenti bui. Ben diverso dall’ottimismo superficiale che ignora o non sa analizzare i problemi. Ma ci tiene lontani da quel pessimismo che invece ci impedisce di trovare la forza di reagire nelle difficoltà.

È dura ma impegnandoci ce la faremo.

È una grande sfida e se la affrontiamo con positività ci lascerà la soddisfazione di avercela fatta e la consapevolezza di essere più forti di come avremmo mai potuto immaginare!

 

 

Vera Lelli

Pedagogista // Parole tra mamme – sostegno alla genitorialità

 

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