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School Corner

Come affrontare con serenità l’ultimo mese di scuola: 3 consigli top per genitori consapevoli

29/04/2025

C’è qualcosa di speciale nell’ultimo mese di scuola. Non è solo il tempo che precede le vacanze. È un tempo di transizione, fragile e potente insieme, fatto di stanchezza accumulata, pressioni finali, emozioni che si intrecciano.

È il momento in cui molti bambini e bambine iniziano a guardare indietro per misurare quanto sono cresciuti, e allo stesso tempo guardano avanti, verso l’estate e ciò che li aspetta.Ma in mezzo, tra ciò che è stato e ciò che sarà, ci siamo noi genitori… e il modo in cui stiamo in questo tempo con loro, può fare una grande differenza.

Perché se è vero che i bambini hanno bisogno di chi li guida, è ancora più vero che hanno bisogno di sentirsi visti, compresi, accolti, proprio quando la corsa finale sembra assorbire tutte le energie.

Come possiamo quindi accompagnarli con consapevolezza, senza aumentare stress e aspettative, ma coltivando fiducia, presenza e ascolto autentico?

 

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Ecco tre riflessioni, prima ancora che consigli. Tre inviti a stare accanto ai propri figli, figlie con uno sguardo nuovo.

1. Ascoltare ciò che non viene detto

C’è un movimento sottile che accade spesso nell’ultimo mese di scuola.
Presi dal ritmo frenetico dei giorni — tra impegni, scadenze, verifiche — rischiamo di restare sulla superficie delle cose da fare, dimenticando di sostare su ciò che si muove dentro.

Eppure, sotto quella superficie, spesso abita un mondo emotivo che chiede solo di essere visto.

Un bambino che si arrabbia facilmente, una bambina che appare svogliata, un ragazzo che si chiude nel silenzio… Non sempre stanno opponendo resistenza. A volte stanno semplicemente cercando il loro modo per dire che qualcosa fa fatica a trovare posto dentro di loro.

Sappiamo che ogni comportamento è comunicazione, ogni emozione ha diritto di esistere, e allora forse, più che cercare risposte o soluzioni immediate, possiamo semplicemente scegliere di esserci, con uno sguardo curioso e accogliente.

Non servono grandi discorsi.
Bastano domande piccole, semplici, che fanno sentire accolti:

C’è stato qualcosa di bello oggi?”
“C’è stato qualcosa che ti ha dato fastidio?”

Domande aperte ma facili, che lasciano spazio, senza forzare. Non per correggere, non per guidare…

Solo per ascoltare, comprendere, stare.
Perché a volte, l’ascolto silenzioso di un adulto che non giudica è il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli.

 

2. Prepararsi insieme, senza trasformare la scuola in una prestazione

Verifiche, interrogazioni, relazioni finali… L’ultimo mese è spesso carico di attese e tensioni. Ma dietro la “performance” si muove una cosa più importante: il bisogno di sentirsi capaci, di poter contare su qualcuno, di non essere soli.

 

 

A volte, senza accorgercene, ci trasformiamo in piccoli allenatori, chiedendo risultati, spronando allo studio, cercando di “aiutarli” a fare bene. Ma c’è una sottile linea tra l’aiuto e il controllo, tra il sostegno e la pressione.

Accompagnare non significa “spingere” ma camminare accanto, rispettando i tempi, le risorse e anche i limiti del proprio figlio o figlia.

Scomporre i compiti, aiutare a fare chiarezza, celebrare ogni piccolo avanzamento… Non è solo un modo per evitare l’ansia, è un modo per nutrire l’autoefficacia, quella sensazione di “ce la posso fare, anche quando è difficile”.

Questo è un seme che crescerà anche fuori dalla scuola.

 

3. Dare significato alla fine (con una mappa da completare insieme)

Ogni ciclo che si chiude è anche un’occasione.
L’ultimo mese non è solo la fine di qualcosa: è un tempo di elaborazione, trasformazione, passaggio.
Per i bambini e le bambine questo può essere anche un momento di piccola confusione emotiva, dove convivono gioia, nostalgia, timori, sollievo.

Come adulti, possiamo aiutarli a dare un sensoa ciò che stanno lasciando alle spalle.
Raccontarsi ciò che è stato, ricordare le emozioni, i momenti belli e anche quelli difficili, permette loro di integrare l’esperienza e riconoscere la propria crescita.

Per accompagnare questo momento, ho creato uno strumento semplice e prezioso: una mappa ricordo da scaricare in PDF.
È pensata come un piccolo spazio creativo in cui ogni bambina e ogni bambino può:

  • raccontare l’episodio più bello vissuto a scuola
  • disegnare chi l’ha fatto sentire bene
  • scrivere che cosa ha imparato, non solo sui libri
  • scegliere una parola che rappresenta quest’anno

 

 

 

Compilarla può diventare un rituale dolce, un tempo di connessione e condivisione autentica. Un modo per fermare ciò che ha lasciato il segno, trasformare la fine in consapevolezza e aprirsi con fiducia a ciò che verrà.

Puoi scaricare gratuitamente la mappa ricordo cliccando qui:

 

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 Una chiusura che è un inizio

L’ultimo mese di scuola è uno spazio sospeso. Un ponte tra ciò che è stato e ciò che verrà. Come ogni passaggio importante, merita attenzione, presenza, cura.

Come genitori, non abbiamo il compito di “salvare” i nostri figli, figlie dalle fatiche, ma di accompagnarli a viverle con consapevolezza, fiducia e autenticità.

📖 Carl Rogers ci ricorda che la relazione autentica è trasformativa.
E allora, in questo tempo fatto di fine e inizio, la cosa più preziosa che possiamo fare è essere relazioni che accolgono, sostengono, illuminano.

Perché i bambini crescono sì, ma è quando si sentono visti e accolti, che possono farlo con gioia e fiducia.

Buon ultimo mese di scuola!

 

D.ssa Ilenia Murdolo |counsellor e consulente educativa| @cuoreincartella

Vive in provincia di Bergamo, ha lavorato come insegnante nella Scuola Primaria per circa vent’anni prima di decidere di cambiare direzione professionale per diventare consulente educativa e counsellor ACP. Riceve in studio e online i genitori che desiderano comprendere e sostenere al meglio il percorso scolastico dei propri figli www.cuoreincartella.com

 

 

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