Health

Co-sleeping: dormire insieme ai propri figli è un’abitudine giusta o sbagliata?

22/06/2020

Una domanda che si fanno molti genitori: il co-sleeping è giusto o sbagliato? Influisce positivamente o negativamente sul sonno dei grandi e dei più piccoli? La sleep coach Alexis Granelli risponde

Questo argomento ha sempre suscitato pareri contrastanti tra genitori ed esperti. La mia risposta è che non c’è una regola uguale per tutti perché ogni famiglia ha le proprie caratteristiche e abitudini. Tuttavia c’è un “ma”. Qualunque sia la scelta deve essere condivisa dalla coppia e deve permettere a tutti di dormire serenamente e svegliarsi riposati. Se si sceglie per esempio il lettone deve essere una scelta fatta con felicità.

Le diverse possibilità di co-sleeping, quali sono?

Come detto prima se tutta la famiglia dorme bene potrebbe essere una buona scelta però solo se il bambino non è un neonato.  Infatti in questo caso è importante tenere a mente che è meglio che i neonati dormano nella culla vicino alla mamma e al papà ma non nel lettone per la ridurre i rischi di SIDS come raccomandato dalle norme di sicurezza. Ricordiamo quindi che i bambini al di sotto dei 6 mesi devono  dormire in posizione supina e non avere accanto cuscini, coperte o pupazzi che possono portare al soffocamento. Infine se potete utilizzate un materasso non troppo morbido.

Un’alternativa più sicura al lettone è il side-bed (es: Next-to-Me) che può essere usato singolarmente o accoppiato al letto.  I side beds sono un’ottima soluzione perché permettono di monitorare il bambino e garantiscono al bambino sonni sicuri ma accanto a mamma e papà e con poco ingombro di spazio. 

C’è poi la classica soluzione della culla messa nella stessa stanza dei genitori per i neonati e dopo i 5/7 mesi il lettino con le sbarre che permettono ai bambini di sviluppare in seguito le loro capacità motorie. Può capitare che il passaggio dalla culla al letto potrebbe disorientare il bambino che sente di perdere quella sensazione di “protezione” e contenimento che la culla gli dava. In questo caso cerchiamo di fare questa transizione in modo molto graduale, passando tempo di giorno fuori orari della nanna con loro dentro che possano toccare le sbarre etc.

Cosa succede però se il co-sleeping inizia a causare dei problemi di sonno?

Magari abbiamo iniziato a dormire tutti nello stesso lettone in un momento particolare e ora non riusciamo più a far tornare nostro figlio nel suo lettino e ogni tentativo è accompagnato da pianti disperati. 

Ecco allora alcuni suggerimenti per porre termine al co-sleeping.

  • Parlate con vostro figlio: se il vostro bambino è abbastanza grande per farlo (2.5 anni), iniziate a parlare con lui del cambiamento almeno 4-5 giorni prima; cercate di rassicurarlo e fategli capire cosa accadrà al loro momento della buonanotte. Ripetetelo spesso così il bambino avrà tempo per metabolizzare il cambiamento.
  • Introducete  un “oggetto di transizione”: un pupazzo o una coperta, meglio se con l’odore della mamma, potrebbe essere inserito nella routine della buonanotte in modo che il bambino possa sentirsi rassicurato durante il cambiamento (evitate sempre oggetti con parti piccole che si possono staccare, come ad esempio bottoni, pericolosi per la salute del vostro piccolo).
  • Rendetelo partecipe di alcune scelte: coinvolgere il bambino in alcune scelte come a esempio il tipo di lenzuola da mettere, quale pigiamino indossare, può essere molto utile per rendere più “dolce” il passaggio.

Ricordate che i bambini sono molto adattabili ma è importante rimanere costanti quindi fate il passaggio con molta gradualità e dolcezza in modo che il bambino non si senta mai abbandonato. Evitate però di tornare indietro (come per esempio cedere e farlo dormire di nuovo nel lettone) una volta che avete iniziato la transizione perché questo destabilizzerebbe ancora di più vostro figlio. Quindi come sempre pazienza e costanza sono gli strumenti migliori per ogni cambiamento.

 

Alexis Granelli

Consulente del sonno di neonati e bambini // dolcedreamers.com

 

 

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