School Corner

Yieschool? 4 mamme ci raccontano perché hanno scelto questa scuola bilingue

09/03/2020

Chi se non un’altra mamma può aiutarci nella scelta della scuola? Quante volte vi siete trovate a chiedere consigli ad amiche, sorelle o colleghe per sapere se una scuola è valida o meno? In fondo, è proprio questo lo scopo di MumAdvisor, essere una community di mamme a servizio di altre mamme.

Sono sempre di più i genitori che, per i propri figli, scelgono un percorso scolastico bilingue consapevoli che il futuro che li attende sarà molto diverso dal presente in cui viviamo: nasceranno nuovi lavori, saranno necessarie conoscenze diverse e più specifiche ma – soprattutto – i bambini di oggi dovranno imparare ad essere cittadini del mondo sviluppando pensiero critico e abilità personali in modo da crescere persone autonome diventando, poi, adulti sicuri di sé e di successo. Ecco perché scegliere la scuola giusta è fondamentale. Una scelta che però, lo sappiamo bene, non è mai facile.

Per questo, abbiamo deciso di incontrare quattro mamme che hanno scelto, per i loro figli, un percorso educativo bilingue iscrivendoli in una delle scuole d’eccellenza di Monza e Brianza: la YiesSchool di Vedano al Lambro. Abbiamo chiesto loro dubbi, aspettative e soprattutto cosa le ha spinte a scegliere una scuola bilingue.

Ecco cosa ci hanno raccontato mamma Francesca, mamma Chiara, mamma Marta e mamma Stefania!

L’INTERVISTA

Quando si è avvicinato il momento di scegliere la scuola per i vostri figli, quali sono stati i dubbi o le paure che avevate?

Francesca : prima di trasferirci, vivevamo a Milano. La nostra bambina aveva già frequentato nido e asilo, quindi io e mio marito ci eravamo già fatti un’idea del sistema scolastico attuale. Purtroppo, sia nel pubblico che nel privato abbiamo riscontrato vari problemi. Nel privato: personale non qualificato, promesse non mantenute (troppo marketing, meno sostanza), dirigenti respingenti davanti alle domande dei genitori. Nel pubblico:  dirigenti assenti, quasi “invisibili”, degrado delle strutture ma anche nella cura dei bambini, personale con alto grado di stress  e anche non qualificato, alimentazione di bassissima qualità. Nella scelta della primaria, quindi, siamo stati attenti al fatto che l’ambiente generale fosse sereno e sicuro, che gli insegnanti fossero qualificati anche come educatori, che il programma fosse al passo coi tempi e che ci fosse un’offerta formativa adeguata anche a due genitori che lavorano perché spesso, nella pubblica odierna, gli orari sono impossibili da gestire per una madre lavoratrice che non ha aiuti. Quello che volevamo era che nostra figlia crescesse in un ambiente sano, sereno, realistico (non scollato dalla realtà), con dirigenti e insegnanti competenti e sempre aggiornati.

Chiara:al momento di scegliere la scuola per nostro figlio, ci siamo chiesti se orientarci su un modello di scuola  tradizionale, che conoscevamo per esperienza diretta, o su una scuola con metodi didattici innovativi,  della quale però non sapevamo molto. La scelta verso una scuola innovativa, ci affascinava per le  innumerevoli opportunità ma, benché accattivante, ci poneva di fronte al dubbio di poter imboccare un  percorso che non  ci garantisse la piena sicurezza della preparazione di base delle scuole tradizionali.

Marta: fortunatamente non mai avuto grossi dubbi, sapevo dentro di me da sempre che avrei  voluto per i miei figli un percorso bilingue presso una scuola non tradizionale.  Probabilmente è un retaggio della mia crescita, sempre rivolta all’orizzonte mondo e non  paese.

Stefania: nessuno, la certezza che volevamo era trovare una scuola bilingue

Si dice che i bambini che iniziano ora le scuole elementari, faranno in futuro un lavoro che ancora non esiste. Come pensate debba preparare i ragazzi, oggi, una scuola?

Francesca: E’ una frase ricorrente, in parte vera, anche se molte professioni esisteranno ancora. Una scuola deve prima di tutto fornire “un metodo” di apprendimento. Il metodo si esplica nello stimolare la curiosità degli allievi e nel dar loro gli strumenti per ragionare e imparare in modo autonomo. Va sviluppato il senso del dovere, ma anche il piacere di conoscere. Durante la primaria si pongono le basi dell’adolescente di domani, che si spera sia rispettoso di se stesso e degli altri. Viviamo in una società molto competitiva e individualista, e ciò si riflette sia fra alcuni genitori sia – inevitabilmente – fra i bambini. Nessun genitore, nessuna famiglia è perfetta, tutti “sbagliamo”, ma in questo periodo storico credo che la scuola abbia più di un tempo l’importante compito di ribadire i valori della convivenza civile, in altri termini dell’educazione civica.

Chiara: A fronte di un mondo del lavoro che cambia molto velocemente, pensiamo che la scuola debba insegnare non solo le conoscenze di base, ma debba anche sviluppare e valorizzare le abilità individuali  di ciascun bambino portandolo ad acquisire delle competenze in diversi campi. Per affrontare al meglio  il futuro è necessario che i nostri bambini sviluppino la capacità di sapersi relazionare con diversi tipi di  interlocutori, di esprimere le proprie idee senza il timore di confrontarsi, di imparare a convivere con  una società multiculturale nel rispetto delle singole identità.

Marta:  Questo pensiero mi crea spesso dubbi e paure, in particolare il timore che un ragazzo non riesca a trovare la sua dimensione/vocazione, più che non riesca a trovare un lavoro. Per  questo amo pensare che la suola possa aiutare le famiglie a individuare questa vocazione  nei bambini e saperla indirizzare a loro e alle famiglie.

Stefania: Deve formarli culturalmente  e farli ragionare con la logica

Perché avete scelto la Yieschool? Cosa vi ha colpito maggiormente?

Francesca: La prima impressione è stata quella di un ambiente sano e contemporaneo, di un luogo dove è bello crescere per i bambini e imparare attraverso un metodo istruttivo e pedagogico all’avanguardia. Per esempio, come in altri Paesi europei, l’insegnamento non è frontale, ma organizzato in unità. E’ adattato agli ultimi studi sulla psicologia dei bambini. Ed è bilingue. Inoltre, la Yies School è una scuola ecologica davanti al parco di Monza, dove i bambini vengono portati spesso a fare lezione. All’attività fisica viene dato il giusto spazio, con la corsa mattutina, e nelle ore di Physical Education (ginnastica). Nel cortile ci sono un orto e (persino in classe) dei piccoli animali di cui i bimbi imparano a prendersi cura. Le lezioni di SEL aiutano l’alunno a esprimere e comprendere le emozioni che prova. Le ore di Arte e Musica sono altrettanto costruttive. C’è un’offerta anche di attività pomeridiane, come il Club del compito e vari sport. Si legge molto, potendo prendere dei libri dalla biblioteca interna. Anche l’informatica e l’uso del computer sono ragionati e “dosati” (lezioni di Coding ecc), c’è un giusto equilibrio nell’utilizzo dei mezzi informatici e di quelli tradizionali. Della Yies ci piacciono in generale i valori che vengono veicolati e la cura dedicata al bambino-allievo.

Chiara: Quello che maggiormente ci ha colpito della Yies school è l’attenzione alla formazione dei bambini  come individui capaci di riflettere, decidere e relazionarsi con gli altri, rendendoli consapevoli delle  proprie abilità e capacità. Siamo rimasti colpiti anche dal fatto che le materie scolastiche non vengono  trattate a compartimenti stagni, ma seguendo un filo logico comune. L’impostazione bi-lingue della  didattica, inoltre, attira studenti e docenti di nazionalità diversa, creando un ambiente multi-culturale  estremamente stimolante per i bambini.

Marta: Ho scelto Yieschool per la serietà di chi l’ha creata, essendo in particolare stato mio figlio un  co-fondatore. L’ho scelta senza dubbi anche per il programma più complesso di una scuola tradizionale, per l’attenzione al singolo non essendo una realtà che comprende anche indirizzi liceali. L’ho scelta per l’apertura mentale, per la multidisciplinarietà, per la presenza di allievi anche provenienti da vari paesi creando quindi un confronto. Infine anche per una mia comodità: questa  scuola permette ad una mamma lavoratrice di organizzarsi al meglio

Stefania: la loro filosofia, con la pratica si arriva a capire i concetti

Quali sono le vostre aspettative nel percorso scolastico dei vostri figli?

Francesca: Ci aspettiamo che la nostra bambina cresca serena come persona, in salute, e che possa essere valorizzata nelle sue caratteristiche. Speriamo che impari con gioia (cosa che sta già avvenendo) sia le materie previste che a stare in un gruppo allargato, superando gli ostacoli inevitabili di ogni fase di crescita.

Chiara: Ci aspettiamo che nostro figlio non apprenda solamente le nozioni scolastiche, ma che acquisisca la  capacità di elaborare un proprio pensiero critico e sappia esprimerlo con chiarezza e senza timore

Marta: Io mi aspetto che mio figlio possa avere solide basi per poter continuare il suo percorso finale di studi all’estero, potendosi adattare linguisticamente e culturalmente.

Stefania: la preparazione culturale e linguistica

Perché avete scelto una scuola bilingue per i vostri figli?

Francesca: Il bilinguismo è un valore aggiunto, perché aiuta non solo ad apprendere una seconda lingua, ma anche a essere più aperti alla conoscenza di modi diversi di pensare, scrivere, vivere. Col bilinguismo, inoltre, il bambino non è catapultato in una realtà scollata da quella esterna come nelle scuole internazionali, ma impara sia a crescere nel suo contesto locale che ad accogliere altre culture. In un mondo globalizzato credo sia molto importante fornire ai bambini gli strumenti per sapersi muovere in esso.

Chiara: Abbiamo scelto una scuola bilingue perché, pur essendo consapevoli che conoscere bene l’inglese è ormai indispensabile, siamo convinti che sia altrettanto importante conoscere e padroneggiare la propria madrelingua.

Marta: Perchè ho sempre avuto una propensione naturale alle lingue, che nel mio percorso di vita sono state sempre considerate uno strumento necessario e quasi scontato. Ovvio che abbia quindi voluto replicare con mio figlio questa mia convinzione. Il bilinguismo offre a mio parere una maggiore velocità di pensiero ed è un regalo per ogni bambino.

Stefania: il futuro è linguistico, oltre all’inglese anche lo spagnolo

Tre motivi per cui consigliereste Yieschool ad un altro genitore: 

Francesca: tre motivi, ne indico 4! Programma pedagogico all’avanguardia;  cura del bambino (emozioni, apprendimento, alimentazione, motricità…) agevolata da una struttura “a misura di bambino” ; bilinguismo e i valori su cui si fonda la scuola: senso civico, ecologia, inclusività.

Chiara:Perché nostro figlio sta imparando le solide basi culturali sulle quali costruire la propria personalità e i propri interessi. Perché oltre alle nozioni di base, all’interno del percorso didattico, vengono introdotti molti argomenti inerti tantissime discipline come arte, scienze, tecnologia, ecologia, musica, sport etc Perché nostro figlio vive con grande gioia l’ambiente scolastico

Marta:Ampiamente oltre 3: perché la dimensione (grandezza istituto e numero di bambini per classe) scolastica è corretta per i bambini di elementari e medie, perché offre iniziative molto interessanti a bambini e famiglie, perché ha orari e offre servizi alle famiglie molto comodi, perché è frequentata da persone intelligenti, perché è parificata pur essendo bilingue, perché segue un metodo di apprendimento che condivido e apprezzo più che una scuola tradizionale, perché è attenta agli individui (sia studenti che genitori).

Stefania: Seri, coinvolgenti, preparati.

 

 

 

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

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