
Questo libro si è aggiudicato la quinta edizione del Premio Strega 2020: un racconto dedicato ai ragazzi in cui si affronta un tema molto complicato ma con il linguaggio semplice e ironico di una tredicenne.
Questo libro, edito da UovoNero, è sicuramente adatto ad un pubblico di lettori già grandicelli, in grado di seguire bene l’intera vicenda raccontata che, seppur scritta in maniera molto semplice, parla di un tema complicato: cioè l’affido. Ed è proprio per questo motivo che abbiamo scelto di leggerlo per poi raccontarvelo, perché ci è piaciuto molto il fatto l’autrice Lynda Mullaly Hunt, tra l’altro pluripremiata, abbia deciso di parlare di affido attraverso la voce di Carley, una ragazzina di 13 anni.
Come si può sentire una bambina, tolta alla madre e data in affido ad un’altra famiglia? Perfetta e bellissima, ma pur sempre non sua? L’affido non è certo un tema tabù ma se ne parla sempre dal punto di vista del genitore che ha affrontato questa sfida, o dello specialista che ne spiega cause ed effetti. Quasi mai si dà la parola ai veri protagonisti: bambini e ragazzi che, per un motivo o per l’altro, devono crescere con persone che, all’inizio, sono per loro dei perfetti estranei. Devono imparare a convivere con regole e abitudini per loro completamente nuovi. Che succede nella testa di una 13enne che si trova a vivere in una casa in cui c’è amore, sostengo, calore, tutti elementi a cui lei non era abituata?

In questo libro, tra l’altro vincitore del Premio Strega 2020, l’autrice mette nero su bianco i sentimenti e i pensieri di una 13 enne, vittima di un violenza domestica e costretta – dopo che la madre finisce in coma per le botte ricevute dal compagno ubriaco – a crescere insieme ai Murphy. Carley, così si chiama la protagonista, è all’apparenza una ragazzina un po’ ribelle che si trincera dietro l’ironia, la sua arma personale per non essere ‘scoperta’. Quella dei Murphy è una famiglia affidataria perfetta, l’esatto opposto a quello a cui era abituata lei, e ci vuole del tempo prima che la piccola Carley si abitui alla sua nuova famiglia e quando arriva il momento di ritornare finalmente a casa con la sua vera mamma per la protagonista diventa ancora tutto più difficile…
Trama: Carley Connors viene da Las Vegas, e Las Vegas è un posto dove piangere è roba da idioti; ma quando si trova piena di lividi in una stanza d’ospedale mentre sua mamma è in coma nella stanza a fianco, Carley non trova la forza di lottare contro quello che la aspetta: l’affido temporaneo in una famiglia sconosciuta del Connecticut. I Murphy sembrano usciti da uno spot pubblicitario: ordinati, carini, perfetti… di plastica. Ma quella che all’inizio le sembra una prigione, poco alla volta si trasforma in una vera casa. Possibile che esistano davvero le famiglie felici? Forse basterebbe trovare il coraggio di grattare sotto quella fastidiosa patina di normalità, e sotto la propria paura, per riuscire a diventare gli eroi della propria storia.

Questo libro ci è piaciuto perché: parla di un tema complicato e profondo in maniera molto semplice e pulita. Da mamme, non ci si può immedesimare nella signora Murphy e nel modo in cui dà amore a questa ragazzina anche se non è sua figlia. Destinato sicuramente ad un pubblico più grande, direi dagli 11-12 in su, adatto però secondo me anche agli adulti: soprattutto se hanno vissuto o vivranno una situazione di affido, può essere un bel vantaggio capirlo dal punto di vista dei più piccoli.
Melissa Ceccon
Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia
Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.
Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.