Mum's News

Riaprono le scuole e il Sindaco chiede l’abolizione dei “gruppi mamme” di Whatsapp: “sconsiderati!”

02/09/2020

Domanda a bruciapelo per voi: a favore o contro le chat di classe sul telefono? Entrare a far parte di questi gruppi oramai è quasi obbligatorio tanto quanto l’iscrizione dei figli a scuola, ma sono davvero utili? Secondo il Sindaco di Desulo, in Sardegna, no ed emette un’ordinanza!

Mancano oramai pochissimi giorni alla riapertura delle scuole, una riapertura tanto attesa ma ancora piena di incertezze. Reggerà? Funzionerà? E come sarà? I bambini saranno al sicuro? Molte le preoccupazioni delle mamme e tante anche le domande che ancora non hanno ricevuto adeguata risposta … probabilmente, anche molte di voi, proprio in questi giorni si stanno scambiando vocal o messaggi nei vari gruppi classe per confrontarsi, sfogarsi, chiedere delucidazioni o recuperare le ultime comunicazioni perse.

“Qual è il materiale da portare, mi sono persa il messaggio?”

“A che ora è la riunione, non ricordo!”

“Qualcuna sa se si deve indossare il grembiule il primo giorno?”

“Scusate, magari è già stato detto: ma se mia figlia ha un po’ di raffreddore devo tenerla a casa o posso mandarla?”

….

O magari, siete tra quelle che avete silenziato le notifiche perché non ne potete più di leggere messaggi su messaggi. Se è così, allora simpatizzerete sicuramente con Gigi Littarru, il sindaco di Desulo, in Sardegna, che, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, ha pensato bene di emettere un’ordinanza comunale per abolire i “gruppi mamme” di Whatsapp.

Un’ordinanza emessa al fine di “preservare la salute mentale degli studenti, del personale docente, dei genitori di sesso maschile, costretti a sopportare le peggiori schizofrenie, e comunque della cittadinanza tutta”.

L’ordinanza

Ecco cosa ha voluto far sapere ai suoi cittadini il Sindaco di Desulo:

“Considerato che la grande maggioranza di cittadini è in possesso di uno o più smartphone e che l’applicazione Whatsapp è installata sulla maggior parte degli smartphone in possesso dei cittadini. Considerato che la piattaforma Whatsapp può essere usata come uno strumento valido di comunicazione e scambio di messaggi e/o documenti soprattutto mediante lo strumento dei gruppi. Constatato altresì che la gran parte dei genitori soprattutto di sesso femminile (ai quali spesso si aggiungono nonne e zie e maestre) ne fa un uso massiccio e talvolta sconsiderato soprattutto per comunicazioni riguardanti la scuolasi legge nel postPreso atto purtroppo che la gran parte dei messaggi scambiati in questi cosiddetti “gruppi mamme” consiste di pettegolezzi, fake news, allarmismi, preoccupazioni eccessive,  (dall’unghia incarnita al graffio sottocutaneo, dalla tinta della copertina del quaderno alla pasta stracotta della Mensa, fino ad arrivare al terra piattismo, no VAX, no TAC, no FAX noSTICAZ etc.  etc.) .Tenuto conto che l’attuale incertezza in materia di riapertura delle scuole causata dalla situazione sanitaria in atto potrebbe causare una esplosione di messaggi ed esternazioni in grado di confondere ancora di più la cittadinanza lasciando i genitori padri in balia delle schizofrenie delle mamme nonché di riflettersi negativamente sia sul personale docente che quello non docente. Constatato purtroppo che , immancabilmente, immutatamene, la responsabilità viene imputata al sottoscritto (“La colpa è  sempre del Sindaco”)

Si ordina

1) Alle mamme, zie e nonne  il divieto di utilizzo degli attuali gruppi medesimi  nonché il divieto assoluto di creare nuovi cosiddetti “gruppi mamme” o analoghi

2) La violazione della presente ordinanza sarà punita con il sequestro dello smartphone e con la sospensione dell’account Whatsapp fino al termine dell’anno scolastico

L’ordinanza si chiude poi con un “avvertimento”: il presente provvedimento NON E’  ammesso ricorso al T.A.R. perché contrariamente a quanto pensino le mamme, il Sindaco HA SEMPRE RAGIONE.

Se siete arrivate a leggere fin qui, avrete sicuramente colto l’ironia del messaggio che ha voluto lasciare il Sindaco Gigi Littarru divulgando il post con questa ordinanza scherzosa …. anche se, come si dice?! Dietro ogni scherzo, c’è sempre un briciolo di verità…

Il suo post intanto ha raggiunto oltre 3mila like e numerosissimi commenti: voi, cosa rispondereste a questo Sindaco?

Dietro lo scherzo…

Quella del Sindaco Littarru, come detto, è chiaramente una provocazione che vuole però dare comunque un messaggio ben chiaro. La fasulla ordinanza postata su facebook, infatti, nasce da una motivazione reale che il Primo Cittadino di Desulo così spiega in un’intervista rilasciata ai colleghi di Giornalettismo.com

“Anche io utilizzo i social network per le comunicazioni con i miei concittadini. Spesso i social network sono utili per veicolare messaggi, soprattutto in un centro come Desulo, di circa duemila abitanti. Però le chat WhatsApp, dove ognuno dice la sua parlando per sé, stanno diventando una questione molto seria da affrontare. Un sindaco di un paese vicino mi ha fatto riflettere. Mi ha detto che, con l’inizio dell’anno scolastico, sarebbe stato tutto un fiorire di chat WhatsApp cariche di messaggi contraddittori, di attacchi ai sindaci e alle istituzioni della scuola. “Bisognerebbe abolirle” – mi ha detto. Questo mi ha dato lo spunto per scrivere quell’ordinanza scherzosa – e conclude – Gli italiani non leggono più. Si limitano alla prima riga. Viene meno, insomma, quell’attenzione e quel criterio di discernimento che ci fa capire quando la notizia è un fake e quando, invece, è vera. Bisognerebbe rivalutare i canali ufficiali di comunicazione: le chat dove partecipano tutti, senza un coordinatore, possono essere molto pericolose”.

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

 

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