Mum's News

Nidi e materne nel caos, 7 mila famiglie milanesi senza un posto. Sala cerca una soluzione

23/07/2020

La lotteria delle famiglie in scena a Milano. Chi vince ha la possibilità di assicurarsi un posto al nido o alla materna, chi perde dovrà arrangiarsi. E le mamme, come spesso accade, costrette a pagare il prezzo più alto: lasciare il posto di lavoro se non si ha la possibilità di pagare (caro) una baby sitter. Sono oltre 7mila le famiglie nel caos: colpa delle norme anti-covid, che non garantiscono spazi sufficienti ad accogliere tutti i piccoli. 

Il comune di Milano – ha spiegato il sindaco Sala – ad oggi non ha ancora confermato l’iscrizione a 3mila bambini”. Chi nei giorni scorsi non ha ricevuto la mail con cui accettare il posto assegnato dovrà aspettare il 10 agosto, quando si procederà a nuove chiamate in virtù delle rinunce. Ma chi rinuncia in una situazione del genere, dopo mesi di lockdown, difficoltà lavorative e di organizzazione famigliare con i bimbi in casa? Sui social monta inevitabile la bagarre. Anche perché i tremila fuori ora si aggiungono agli oltre 4.200 piccoli che già ad aprile erano in lista di attesa.

 

 

Le proteste Se sei un genitore milanese con figli 0-6, in queste ore sei diviso tra sollievo – per aver ricevuto la fatidica email dal Comune di Milano che chiede di accettare o rifiutare il posto al nido o materna, oppure ansia per non aver ricevuto nulla – scrive una mamma sulla pagina Facebook-. E ti chiedi: i miei figli saranno tra quei 3.000 bambini che non saranno accolti nei servizi pubblici?”. E ancora, scrive Cristina: “Sono una delle mamme che ha il figlio che non è rientrato nei 27000. Siamo stremati dal periodo passato e abbiamo bisogno che prima di tutto riaprano le scuole per TUTTI, per campare ma anche per la crescita dei nostri figli. Hanno necessità di socialità e al momento riescono – se va bene – a vedere i nonni che ci aiutano per lavorare. Così però non è vita. Loro sono i NOI di domani. Punto tutto su di loro, ormai noi abbiamo dato per questa Italia».

La normativa – Ma il rebus resta, e non dipende dal sindaco di Milano. Secondo la normativa per garantire uno spazio di 1,8 metri quadri per ogni piccolo la capienza delle sezioni debba scendere da 25 a 22 bambini. Ecco quindi “l’imbarazzo” nel dover negare posti già “assicurati” lo scorso aprile ai genitori.

 

 

 

Il sindaco in cerca di una soluzione– Eppure il sindaco di Milano promette che una soluzione sarà trovata e lo fa con un video su Facebook: “Non ci dormo la notte”, spiega. “Non sono tipo da fare promesse al vento, ma su questa faccenda vi prometto che la risolveremo perché ci stiamo lavorando con estrema serietà: stiamo vedendo plesso scolastico per plesso scolastico e sono convinto che potremo accogliere tutti e io sarò felice di andare nei nidi e nelle scuole per l’infanzia, una per una, a settembre“.

Un mese e mezzo ancora per tranquillizzare le famiglie milanesi che non hanno ancora avuto l’ok da Palazzo Marino sull’iscrizione in nidi e scuole per l’infanzia. Una problematica, ha indicato Sala, che hanno “tutti i sindaci delle grandi città, siamo tutti in enorme imbarazzo“. Per accelerare i tempi e individuare una soluzione il sindaco ha annunciato che incontrerà oggi i rappresentanti sindacali di chi lavora nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, “chiedendo un aiuto e chiedendo di accelerare i tempi“. Nella speranza di salvare le famiglie da un caos che sembra infinito. E di donare ai bambini il diritto, sacrosanto, alla socialità.

 

Benedetta Sangirardi | Giornalista

 

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