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“Nebbia”, il libro che ha conquistato il cuore dei giovani lettori e si è aggiudicato il Premio Strega 2020

18/05/2020

Un ragazzino che sceglie di non fermarsi davanti alle apparenze. Un lupo che combatte per riconquistare la sua libertà. Cosa hanno in comune? Una storia pazzesca raccontata nell’ultimo libro di Marta Palazzesi, autrice di libri per ragazzi e neo-vincitrice dell’ambito Premio Strega. Noi abbiamo letto il libro e intervistato la scrittrice per voi…

Non mi stupisco affatto che questo romanzo per ragazzi si sia aggiudicato il Premio Strega 2020 perché “Nebbia” racconta una storia bellissima: racconta la storia di un ragazzino di 13 anni, Clay, e di un lupo. Sono loro i due protagonisti di questo romanzo che accompagnerà i piccoli lettori in una Londra del 1800 affrontando tematiche importanti, come quello della differenza tra il giusto e lo sbagliato, l’amicizia, e il rispetto per gli animali.

“Nebbia”, edito da Il Castoro, è stato scritto da Marta Palazzesi, autrice di libri per ragazzi e grande appassionata di storia e di animali. Ed è proprio unendo queste sue due passione che ha scritto le vicende di Clay e dell’ultimo lupo vivente dell’Inghilterra del Nord, che insieme, vivranno una grande avventura.

Trama: Londra, 1880. Clay ha 13 anni ed è un mudlark, uno di quei ragazzi che vivono in baracche sul Tamigi, vendendo gli oggetti che trovano nel fango delle sue rive. Un giorno Clay si reca all’accampamento del nuovo circo arrivato in città e, sorpreso da Ollie, la piccola nipote della zingara, viene portato al cospetto della gabbia del lupo, l’ultimo esemplare rimasto nel Regno Unito. Nebbia, così lo chiama, è feroce, arrabbiato, assolutamente indomabile, forse anche in virtù dei metodi crudeli dei domatori, a cui Clay assiste di nascosto. Da quel momento, in Clay scatta qualcosa: vuole, con tutte le sue forze, che l’animale ritorni libero e, con la stessa tenacia, cerca di creare un legame con lui, aiutato da Ollie. La storia di Clay e Nebbia, prima all’interno del circo e poi con una sfrenata fuga verso la libertà nei boschi del Nord, è un grande inno alla tenacia, al non arrendersi e soprattutto al diritto di vivere la propria libertà.

Età di lettura: da 10 anni.

Questo libro mi è piaciuto perché: è coinvolgente, dalla prima all’ultima pagina. La storia è raccontata in prima persona da Clay e questo, sicuramente, aiuta il giovane lettore ad immedesimarsi con il protagonista. Marta Palazzesi è stata bravissima a descrivere i luoghi, gli odori, e i personaggi della sua storia, elemento in più che solletica la fantasia dei lettori. Un’ambientazione, quella di una Londra vittoriana, che ha il sapore dei grandi capolavori di Dickens. In “Nebbia” i colpi di scena non mancano mai e tutta la vicenda si legge davvero senza fatica. Le tematiche affrontate, quella dell’amicizia in primis, ma anche il rispetto per gli animali e la differenza tra bene e male, rendono la storia attuale anche se ambientata nel 1800. Consigliatissimo per i lettori che amano le avventure e le atmosfere del passato.

 

L’INTERVISTA A MARTA PALAZZESI, AUTRICE DEL LIBRO VINCITORE DEL PREMIO STREGA – LIBRI PER RAGAZZI – EDIZIONE 2020

 

Nebbia, il libro vincitore del Premio Strega per Ragazzi, è nato dal suo amore per la storia e quello per gli animali. Questa storia accompagna i giovani lettori in un mondo e in un’epoca molto lontani da quello che i ragazzi sono abituati a conoscere. Come mai questa scelta?

Le mie storie nascono sempre da qualcosa che mi appassiona, in positivo o in negativo. In questo modo ne scrivo con maggiore trasporto e questo trasporto traspare dalle pagine, arrivando fino a lettore. In questo caso il punto di partenza è stato la condizione dei bambini e dei ragazzi orfani nella Londra vittoriana, costretti a lavori pericolosi e malsani pur di sopravvivere – una realtà ancora attuale in alcune zone del mondo. Nel corso delle mie ricerche mi sono imbattuta nei mudlarks, bambini e ragazzi che scavavano lungo le rive fangose del Tamigi in cerca di oggetti da rivendere, e li ho subito trovati delle figure affascinanti. E così è nato Clay.

Clay, il protagonista, è un ragazzino di 13 anni che ha sofferto molto ma che nonostante tutto combatte per la giustizia, per far prevalere il bene sul male. Qual è la “lezione” nascosta tra le righe che vuole dare ai lettori?

Penso che ogni lettore viva un libro in modo unico e personale, cogliendo gli aspetti che più lo toccano da vicino. Ho scritto Nebbia riversando nella storia tutto ciò in cui credo e che uno dei personaggi del libro, il Vecchio Sal, sintetizza molto bene in questo passaggio: Il mondo è pieno di ingiustizie, Clay. Troppe, per pensare di cambiarlo. Ma non esistono battaglie più importanti di altre: ciò che conta davvero è la battaglia che tu scegli di portare avanti. Per quanto piccola, insignificante e futile ti possa sembrare se paragonata allo schifo che c’è là fuori, alla fine sarà tutto ciò che resterà di te.

Il secondo protagonista del libro è Nebbia, un lupo che accompagnerà Clay in una sorta di viaggio, sia interiore che fisico all’interno di una foresta buia. Cosa rappresentare Nebbia nella storia?

Nebbia dà la possibilità a Clay di crescere perché lo mette davanti a una scelta: restare indifferente e continuare con la propria vita, oppure agire correndo il rischio di perdere tutto? Può sembrare una scelta banale e scontata, ma non è così. Nebbia infatti per me rappresenta ciò che è diverso da noi e che, quindi, ci spaventa e tendiamo ad allontanare o ignorare. Per fortuna i ragazzi hanno meno pregiudizi degli adulti, e Clay decide di non fermarsi alle apparenze.

 

C’è un altro tema, oltre a quello del rapporto uomo-animale, che emerge tra le pagine del libro: cioè, quello dell’amicizia. Clay, infatti, vive con Nucky e Tod, inseparabili amici. Quasi fratelli. E in questo periodo in cui, la socialità di bambini e ragazzi, è stata confinata dietro le mura domestiche vorrei chiederle: i libri, che ruolo hanno avuto e hanno in questo momento? Di che storie hanno bisogno, oggi, i giovani lettori?

I libri e più in generale le storie, in qualunque forma siano esse narrate, danno la possibilità di lasciare non solo le mura di casa ma anche quelle della propria mente, viaggiando, esplorando e scoprendo cose nuove. In un momento complicato come questo, credo che bambini e ragazzi (ma non solo) possano trovare grande sostegno nei libri. Credo inoltre che la lettura sia qualcosa di molto soggettivo: ogni lettore ha bisogno della storia giusta al momento giusto, che può essere anche molto diversa da quella scelta da un amico con cui magari si condividono moltissime passioni.

Scrivere per i ragazzi, non è semplice: bisogna saper guardare il mondo attraverso i loro occhi. Quali sono gli elementi che non mancano mai nelle sue storie?

Non credo esista la “ricetta” per scrivere un libro, per ragazzi o meno che sia. Ogni autore lo fa in modo diverso ed è questo il bello: possiamo scrivere in dieci dello stesso argomento, ma non lo faremo mai nello stesso modo. Per quanto riguarda me, quando scrivo cerco sempre di non dimenticare mai come mi sentivo da bambina e ragazza, cosa sognavo, cosa amavo leggere e cosa mi emozionava. Cerco anche di filtrare il mondo di cui scrivo attraverso la sensibilità e percezione del pubblico a cui mi rivolgo. Ma, soprattutto, mi diverto. E se mi diverto io scrivendo, è probabile che lo faranno anche i ragazzi leggendo.

 

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

 

 

 

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