
Ci sono film destinati a fare rumore. Love Me Tender, il film di Anna Cazenave Cambet arrivato al cinema il 23 aprile, è senza dubbio uno di questi. È un film che scuote, divide, mette a disagio ma soprattutto apre una domanda che spesso evitiamo: cosa siamo disposte a sacrificare, davvero, quando diventiamo madri?
La protagonista, Clémence, interpretata da una bravissima Vicky Krieps, è una donna che decide di cambiare vita. Lascia il marito, abbandona la carriera da avvocata, sceglie di vivere relazioni con altre donne e di seguire una strada più libera, fuori dai binari della “normalità” borghese.
In questo percorso non smette mai di essere madre, eppure per la società non basta.
Nel momento in cui Clémence esce dal ruolo previsto – quello della madre stabile, rassicurante, conforme – tutto le viene tolto. Anche suo figlio. Basta una deviazione, una scelta non allineata, per trasformarla agli occhi degli altri nella cattiva madre. Un’etichetta pesante che non lascia spazio alla complessità.

Love Me Tender ci costringe a guardare in faccia un pregiudizio ancora profondissimo: quello secondo cui una madre debba annullarsi per essere considerata giusta. Come se il desiderio di libertà, d’identità, perfino di amore, fosse incompatibile con la maternità.
Clémence, invece, resiste. Sbaglia, cade, insiste. Ama suo figlio in un modo forse imperfetto ma autentico. Nel suo percorso ostinato ci ricorda qualcosa che spesso dimentichiamo: non esiste un unico modo di essere madre.
Questo film apre uno spazio importante, nel quale possiamo finalmente smettere di inseguire un modello irraggiungibile e iniziare a chiederci, con onestà, che tipo di madri vogliamo essere.
Mums, vi aspettiamo al cinema!