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La pazienza dei sassi: la forza di una mamma raccontata attraverso parole e disegni

15/02/2019

Scoprire di avere un tumore al seno e doverlo spiegare ai propri figli. Come si fa? Ci pensa Luca, un bambino di 9 anni che, come un amico, racconta ai piccoli lettori e ai loro genitori i cambiamenti che avvengono nella vita della sua famiglia

Non è un libro per bambini. Ma a mio figlio questo libro piace e se lo tiene lì, nella sua libreria, e lo prende quasi ogni sera perché vuole che glielo leggo. E’ una delle sue letture della buonanotte.

Non è un libro per bambini ma gli piace.

Gli piace perché nel titolo ci sono i sassi e lui adora giocare con i sassi.

Gli piace perché il protagonista è un bambino, come lui.

Gli piace perché il libro è pieno di colori e splendidi disegni.

Gli piace anche se, a due anni e mezzo, non capisce che non è una storia per bambini ma una storia di vita. La vita di Ierma Sega, una mamma, che ha dovuto lottare per anni contro una brutta malattia: il cancro al seno.

Chemioterapia, tumore, radioterapia, cancro … queste sono le parole, forti, che si trovano all’interno del racconto ma che assumono un sapore in bocca diverso perché a pronunciarle è Luca, il figlio di Ierma: un bambino di nove anni, protagonista della storia, che racconta la malattia della sua mamma, e tutti i cambiamenti che avvengono nella sua famiglia,  attraverso il suo punto di vista.

Non c’è tristezza, non c’è dolore. C’è vita e speranza in questo libro, breve ma intenso.

Un libro sul cancro, dalla parte dei bambini

Da mamma ho cercato di immedesimarmi in quello che ha dovuto passare Ierma: scoprire di avere un cancro al senso e trovare le parole giuste per spiegarlo ai propri figli. Spiegare loro che la mamma non sta bene, che la mamma dovrà fare delle cure invasive, che la mamma potrebbe non avere nemmeno le forze di alzarsi dal divano qualche giorno, che la mamma non potrà essere presente sempre, in ogni loro attività, come prima.

Quali sono le parole giuste per spiegare tutto questo a dei bambini? Forse non ci sono.

Forse è proprio per questo che Ierma Sega, nel suo libro “La pazienza dei sassi”, ha dato la parola direttamente a suo figlio Luca: ha scelto di usare il linguaggio dei bambini, rispettando la loro sensibilità e ripercorrendo il lungo viaggio attraverso la malattia guardandola da fuori. Guardandola con gli occhi di un bimbo di 9 anni.

Ed ecco, allora, che ogni terapia a cui si deve sottoporre Ierma si traforma in un sasso. Che sta lì, fino alla fine, paziente. E quando tutto è finito diventa una bella piantina verde, piena di vita e ossigeno. Il macchinario per la radioterapia diventa un’astronave, un foulard con una filastrocca diventa il portafortuna della mamma e di tutte le altre donne che, insieme a lei, stanno viaggiando sulla stessa strada.

Il mio bambino, tutto questo, ancora non lo comprende ma gli piace vedere Luca, il protagonista, saltare sul divano. Abbracciare la sua mamma. O giocare con i suoi gatti. Agli occhi di mio figlio Luca è un bimbo felice, che si diverte ed è forse questa la grande forza di questo libro, che poi credo sia stata anche la forza di Ierma: l’incontenibile speranza che giace nel cuore di ogni bambino.

Non solo un libro, ma un vero e proprio progetto

Come Ierma, ci sono molte altre donne, mamme, che stanno vivendo o hanno vissuto questa esperienza. E l’obiettivo di “La pazienza dei sassi” è proprio questo: quello di essere un sostegno vero e proprio a tutte quelle famiglie che, come quella di Ierma, si trovano a dover spiegare questa malattia a dei bambini.

Ma Ierma Sega, l’autrice del libro, vuole fare anche qualcosa di più. “La pazienza dei sassi” infatti, ha preso effettivamente vita dopo un lungo lavoro durato circa due anni, grazie anche alla collaborazione con la disegnatrice Michela Molinari che ha realizzato tutti gli splendidi disegni, durante i quali Ierma  si è consultata con oncologi, pediatri ed esperti del mondo clinico ed educativo.

“Questo libro può essere uno strumento necessario, di sostegno a molte altre famiglie – ci spiega Ierma – e il nostro desiderio, ora, è quello di far arrivare il libro nei luoghi dove più potrebbe essere utile: scuole, associazioni, centri medico sanitari, culturali …”

E noi, nel nostro piccolo, siamo felici di aver fatto parte di questo progetto e di aver avuto la possibilità di leggere “La pazienza dei sassi” e di avervene raccontato un po’…

Volete un consiglio, mums? Leggetelo. Fa bene al cuore.

Melissa Ceccon di Mamma che Ansia IG @mamma_che_ansia)

 

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