
C’era una volta un papà che non era granché bravo a raccontar le fiabe della buonanotte al suo bimbo. Così, dovendolo mettere a letto, ogni sera, qualcosa si è dovuto inventare: trasformare il suo sport preferito, il calcio, in un mondo fiabesco fatto di super eroi e storie incredibili. Da Ronaldo a Pelè, passando da quelli meno conosciuti ma che hanno lasciato il segno, come il primo calciatore ad aver fatto outing , l’allenatore deportato in un campo di concentramento, la ragazza con il sogno del pallone diventata la principessa del mondiale. In questo libro, scritto dal super papà Edoardo Maturo, non c’è solo calcio, ma molto di più: c’è la storia, la scuola, il rapporto padre e figlio, l’amicizia, il passato e il presente. Un libro, insomma, che non racconta solo di uno sport ma regala tantissimi spunti di riflessione, per noi adulti ma anche –soprattutto – per i nostri ragazzi.
“Ronaldo contro papà. Storie di calcio raccontate davanti alla play”, lo abbiamo letto tutto d’un fiato e, ovviamente, non ci siamo fatte scappare l’occasione di scambiare quattro chiacchere con questo papà cantastorie per scoprire un po’ come è nato questo “strano” libro di fiabe…

L’INTERVISTA
Ciao Edoardo, con questo libro sei riuscito a conquistare anche una lettrice che, di calcio, ne sa davvero poco. Ma come ci sei riuscito, a dare una visione fiabesca ad uno sport come il calcio?
In realtà, tutto è nato per caso. Come molti papà, io ho il compito di dover mettere a letto Leonardo, il mio bimbo di 7 anni. Però alla sua richiesta ‘papà, mi racconti una storia?’ mi sono sempre trovato un po’ in difficoltà perché non ho molto fantasia per queste cose. Così, ho deciso di raccontargli, ogni sera, qualcosa che invece conoscevo bene: cioè le storie dei miei calciatori preferiti. Un giorno, mia moglie, mi ha detto ‘ma perché non ci scrivi un bel libro con tutte queste storie?”. Ecco, così è nato “Ronaldo contro papà”.
Ronaldo, l’eroe di molti piccoli tifosi, dà il titolo al tuo libro. Ma dentro, vengono raccontate le storie anche di molti calciatori appartenuti al passato, come Pelé, Batistuta o Arpad Weisz… come mai questa scelta?
Il calcio, almeno in Italia, è lo sport per eccellenza e proprio perché è uno sport così popolare credo che sia un mezzo potentissimo per veicolare dei messaggi importanti. E nel calcio ci sono davvero tantissime storie che meritano di essere raccontate ai nostri ragazzi che possono così riflettere su temi attraverso un linguaggio a loro familiare. Ecco perché in questo libro ho scelto di parlare di femminismo attraverso la storia di Alex Morgan, una ragazza con la passione per il pallone che grazie al suo talento e alla sua tenacia è riuscita a diventare una campionessa, facendo capire a tutti che il calcio femminile c’è ed è una realtà di cui purtroppo, in Italia, si parla ancora troppo poco; oppure di guerra, con la drammatica storia di Arpad Weisz, un allenatore di origine ebraica che ha scritto la storia del calcio grazie alle sue idee rivoluzionarie ma ha dovuto fare anche i conti con il fascismo. Ma dentro il libro c’è anche la storia del primo calciatore gay, Justin Fashanu, della leggenda del calcio, Maradona, della promessa fatta da Pelé al suo papà e anche la storia di Ronaldo, l’idolo del momento, che è lì per ricordare a tutti i piccoli tifosi che non si diventa Ronaldo nella vita se non c’è l’impegno.

Ecco appunto, l’impegno. Un altro grande insegnamento che questo libro vuole dare ai ragazzi nonostante, all’apparenza, ci sono due elementi che farebbero pensare al contrario: la playstation e il calcio. Due cose, che insieme, fanno venire la pelle d’oca a tanti genitori …
Io non credo nella demonizzazione dei videogiochi, perché credo che siano sicuramente molto meno passivi rispetto alla televisione. Nel libro però, parlo di algoritmi e faccio capire che dietro ad un gioco della playstation ci sono degli studi, dei numeri … è così che il protagonista dei “Ronaldo contro papà” riscopre un interesse nella matematica. Insomma, attraverso il gioco si possono imparare delle cose!

E la playstation, presenza costante in tutto il libro, funge un po’ da canale di comunicazione tra questo papà spesso assente per lavoro, e il bambino che in qualche modo vuole recuperare del tempo con il suo più grande eroe…
Esatto. Sono convintissimo che per parlare con i giovani bisogna trovare il canale giusto e in questo caso è la playstation. Un momento di gioco tra papà e figlio che però si trasforma anche in un momento di condivisione e confronto. Quando sono diventato papà di Leonardo e Beatrice, mi sono ripromesso di non diventare quel genitore che critica le nuove generazioni perché, a dirla tutta, sono stato io il primo da ragazzo a chiudermi in stanza a giocare ai videogiochi anziché studiare. Ora, mi impegno ogni giorno per trovare il modo più giusto per parlare con i miei figli, dedicando a loro tutto il tempo che posso.
Non vuoi essere chiamato scrittore, però, oltre a “Ronaldo contro papà” nel tuo curriculum letterario ci sono altri due titoli: “Papà, van Basten e altri supereroi” e “Superpapà contro Superoi”. Tutti ispirati dal tuo amore per il calcio, però, in famiglia c’è qualcuno che fa pressione per avere altre storie…
Esatto, la mia piccolina Beatrice che vorrebbe un libro con qualche storia sugli unicorni! Non è detto che non accada … di sicuro ora, uscirà una nuova edizione di “Papà, van Basten “ con delle illustrazioni che entrerà a far parte di una collana ma, no, ancora non mi sento uno scrittore ma sono felice di scrivere queste storie perché mi piace l’idea di lasciare dei messaggi positivi ai miei figli.
Melissa Ceccon
Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia.
Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.
Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.