Kid's Corner

I consigli per l’estate: le creme waterproof funzionano? E la regola delle 2 ore per il bagno?

24/06/2020

Finalmente è iniziata l’estate, la stagione delle vacanze, del sole, delle lunghe serate e dei bagni in mare o in piscina. Come possiamo proteggere al meglio i nostri bimbi?

Dopo tanti mesi chiusi in casa, finalmente i nostri bambini sono tornati liberi di vivere la loro spensieratezza e, l’inizio dell’estate, è una buona occasione per passare più tempo possibile all’aria aperta, per giocare e divertirsi, nella totale sicurezza. Ma attenzione, perché l’esposizione ai raggi del sole, anche se non si è in vacanza, è da tenere sotto controllo perché – lo sappiamo – la pelle dei nostri bambini è molto delicata. E allora, ecco alcuni utili consigli dei pediatri per un’estate sicura.

Esposizione al sole e applicazioni creme

La SIP (Società Italiani di Pediatria) ha messo a disposizione dei genitori molti consigli e tra i primi che la Dottoressa Elena Bozzola c’è proprio quello sull’esposizione dei nostri bambini al sole: “meglio sempre nelle ore più fresche della giornata e applicando sempre una crema solare”.

Molti bambini però in queste giornate sono impegnati nei vari centri estivi, molti dei quali, propongono attività all’aria aperta: in tal caso, il consiglio è sempre quello di vestire i bambini con abiti leggeri e con colori chiari, raccomandando una corretta idratazione.

Ma arriviamo ora alla questione creme: in commercio oramai esistono moltissime creme solari per la protezione della pelle dei nostri bambini, molto più delicata della nostra. Molte delle quali hanno come indicazione “waterproof”, ovvero resistenti all’acqua: ma funzionano davvero?

La dottoressa Elena Bozzola spiega: “i genitori devono ricordarsi di applicare la crema di protezione tutte le volte che il bambino fa il bagno, e l’applicazione dovrebbe essere ripetuta almeno ogni due ore”.

Tuffi in piscina e al mare: dopo mangiato è vietato? Vero o un mito?

Al mare la scena è sempre uguale, da una parte il bambino che scalpita per entrare in acqua, dall’altra la mamma attenta che controlla l’orologio. Ma la regola delle due ore è sempre valida?

Elena Bozzola spiega:

“In realtà ci sono tre fattori da considerare: da una parte la temperatura dell’acqua, dall’altra la velocità di immersione e la terza quello che il bambino ha mangiato. Per cui mamme, se il vostro bambino è impaziente di buttarsi in acqua, sì a frutta e verdura e limitiamo carboidrati e grassi”

 

Fonte: sip.it

 

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

Top

Segnala un’attività

Do il consenso ai fini commerciali.
Ho letto la normativa sulla privacy