
Mascherine obbligatorie per tutto il periodo che si rimane nella scuola, banchi distanziati di un metro, ingressi scaglionati e didattica su turnazione. E’ una buona ripartenza?
Un annuncio che le mamme e i papà, ma anche gli insegnanti, aspettavano da tempo: la scuola riapre. Da settembre verrà (parzialmente) archiviato il capitolo della didattica a distanza per tornare ad occupare i banchi, i corridoi e soprattutto i giardini delle scuole. Un nuovo anno scolastico, un nuovo inizio per tutti i bambini e ragazzi che non vedono l’ora di tornare a ridere e scherzare con i propri amici e compagni.
Dunque il tradizionale ‘back to school’ ci sarà ma, ovviamente, con tutte le attenzione del caso. Qualche giorno fa, infatti, la Ministra Lucia Azzolina ha fatto sapere le modalità in cui le scuole potranno riaprire i battenti: obbligo di mascherine, distanziamento sociale, predilezione degli spazi esterni e riorganizzazione di quelli interni.

MASCHERINE: obbligatorie, per tutti gli studenti dai sei anni in su, per gli insegnanti e per gli operatori scolastici. Dovranno essere indossate per tutto il di ‘permanenza nei locali della scuola’, salvo durante il pranzo e le interrogazioni.
IN AULA: bye bye caro compagno di banco! Con la “nuova” scuola infatti ogni scuola dovrà rimodulare le disposizione dei banchi nelle varie aule per garantire almeno un metro di distanza tra ogni alunno. Così come deve esserci un metro anche nelle aree di passaggio, come per la cattedra e la lavagna. In aula bisogna garantire un ricambio d’aria regolare.
SPORT E LAB: dove è possibile, l’auspicio è quello di fare più didattica possibile all’aria aperta. Nell’ora di educazione fisica, se svolta in palestra, al chiuso, si chiederà una distanza fisica maggiore rispetto ad un metro, così per eventuali laboratori di musica dove si usano strumenti a fiato. Saranno evitati gli sport di squadra o i lavori di gruppo.
DAD: è un addio? Non ancora. Le scuole potrebbero riorganizzarsi con delle turnazioni e quindi la didattica a distanza sarà proposta, ma in diverse modalità.
CONTROLLI: la scuola si farà carico di igienizzare gli ambienti e di arieggiare gli spazi chiusi ogni qualvolta sarà possibile. Mentre agli studenti non verrà misurata la febbre all’ingresso della scuola, si punterà tutto alla responsabilità individuale e al buon senso. Chi è stato in quarantena attiva, o è stato in contatto con un positivo nei 14 giorni precedente e, ovviamente, chiunque ha febbre o accusa sintomi riconducibili al Covid non potrà accedere agli Istituti scolastici. Gli ingressi e le uscite, saranno comunque scaglionate.
Insomma, tutte regole che non sono certo una novità visto che, oramai, ci siamo abituati a queste modalità di vita in tutti gli spazi di uso comune: dai supermercati, ai negozi, agli uffici. Ora anche le scuole.
Sulla questione abbiamo voluto coinvolgere anche chi, nelle scuole, ci lavora: i dirigenti scolastici. Si poteva riaprire anche prima? Queste regole bastano o sono insufficienti? Ne abbiamo parlato con Angela Paladino, della YiesSchool di Vedano al Lambro (MB), scuola bilingue tra le eccellenze brianzole.

Definite le modalità di riapertura delle scuole da settembre. Una decisione che arriva tardi oppure è stato giusto attendere?
Purtroppo è stato necessario. Si fa fatica a rendersi conto di che impatto abbia sul movimento delle persone la riapertura delle scuole, studenti sui mezzi pubblici, traffico e masse di persone che si muovono alla stessa ora. Necessario quindi attendere il trend delle curve dell’epidemia. E speriamo non si modifichino e continuino in discesa.
Dalla primaria, obbligo di mascherina per tutta la permanenza a scuola, salvo per pranzo, sport e interrogazioni. Che ne pensa?
Sarà fastidioso, ma credo necessario. Le mascherine riducono drasticamente la possibilità di contagio. Speriamo che l’obbligo di indossarla non duri a lungo. I protocolli di sicurezza però devono essere rigorosi per garantire la salute di tutti, anche degli insegnanti, non dimentichiamolo! Comunque l’obbligo delle mascherine si può allentare negli spazi aperti o dove sia mantenuta la distanza necessaria.
Ai bambini e ai ragazzi non verrà misurata la febbre ma chi ha sintomatologia o temperatura sopra i 37.5 dovrà stare a casa Qui si riapre un annoso problema: già prima del Cornavirus le mamme si lamentavano spesso di altre mamme che ignoravano l influenza dei figli mandandoli a scuola contagiando così i compagni. Come sarà da settembre? Ci sarà più attenzione?
Ci deve essere una elevata attenzione e soprattutto parte dei protocolli di sicurezza saranno legati a comportamenti socialmente accettabili e condivisi con le famiglie. Bambini in stato di malessere non dovranno comunque essere portati a scuola. Soprattutto se con raffreddore, tosse o stato febbrile anche lieve.

Bambini e ragazzi dovranno mantenere la oramai consueta distanza sociale e le strutture scolastiche cercheranno di prediligere, ove possibile, gli spazi all’aperto. Per i primi mesi dall’inizio del nuovo anno scolastico fattibile, ma in inverno? L’outdoor education non è ancora ben radicata nella nostra cultura …
Vero, ma ci auguriamo che la situazione intanto migliori se possibile portandoci verso una forma di nuova normalità. Nella nostra scuola l’outdoor education è una realtà da sempre e anche in inverno i nostri bambini frequentano gli spazi esterni e il Parco di Monza, a meno di pioggia intensa. Il clima invernale è ormai molto secco: in condizioni di salute il freddo comunque non è certamente un problema per i bambini!

Quali saranno secondo lei i pro e i contro della “nuova” scuola che partirà dopo l’estate?
Né pro, né contro: solo sarà diversa. Importante è entrare in nuovi schemi e trovare modalità che trasformino i problemi in opportunità. Sarà difficile per chi non è avvezzo, è un grande cambiamento, ma per chi ama le novità, l’innovazione e le sfide, quasi nulla rappresenta un problema insormontabile. Sarà importante che le regole siano chiare e condivise ed è importante capire che le norme hanno come fine il bene della collettività.
Perché le mamme hanno scelto questa scuola per i loro figli? Scopritelo in questa intervista
Melissa Ceccon
Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia
Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.
Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.