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Aiuto, è arrivato!

16/06/2017

Non riesco più a scambiare due parole con mio marito. L’arrivo del piccolo mette a dura prova la relazione tra mamma e papà. Come sopravvivere? Ce lo dice la psicologa

 

20 GIUGNO 2017

“Congratulazioni”, “Auguri alla nuova famiglia”. L’impazienza è finita, dopo nove mesi di attesa. Il figlio tanto desiderato è venuto al mondo. Momenti di grande emozione, il sogno si realizza. Ma bastano pochi giorni per accorgersi che “figlio” è anche sinonimo di stanchezza e sacrificio. E’ inutile nascondersi dietro un dito, quell’esserino minuscolo stravolge la vita. Inevitabilmente e senza chiedere il permesso. Si crea appunto una nuova famiglia, che in qualche modo “sfida” la coppia. I due fidanzatini diventano mamma e papà, e il ruolo è di gran lunga diverso.

Ma è la donna a cambiare in modo radicale, quando si scatena il “terremoto” familiare. Spesso si sente una superdonna, un’eroina e pensa di poterlo gestire da sola. Si illude di avere le energie fisiche e mentali sufficienti per non rinunciare a nulla: essere madre, moglie, lavoratrice, amante, cuoca. Col risultato che in realtà spesso si ritrova a essere talmente distrutta da apparire un’ameba. E così si trascura, a livello fisico e psicologico, e si dimentica (anche totalmente) di avere un compagno, che viene involontariamente messo da parte. Una situazione che, se durasse per qualche mese, ossia quando il piccolo/a è appena nato, non sarebbe di certo un problema.

 

IL RAPPORTO DI COPPIA A DURA PROVA – Ma purtroppo spesso va avanti per molto, molto tempo, anche per un anno o due. Ed è qui che la coppia rischia grosso. Partiamo quindi da un dato: la nascita di un bambino mette (sempre) a dura prova il rapporto fra i partner: lui si sente “abbandonato” dalla compagna che non ha occhi che per il pupo, lei vorrebbe solo godersi un po’ di relax dopo le fatiche. Ma che cosa accade realmente quando bambino fa ingresso nella vita della coppia? “Si tratta di una vera e propria tempesta – spiega a Mumadvisor Giusy Rosamondo, psicologa e psicoterapeuta della famiglia e della coppia. E’ un’esperienza dirompente che stravolge tutte le vecchie abitudini. La coppia deve ridefinire il rapporto e rimodulare il tempo e lo spazio da vivere insieme. Come ogni novità, c’è bisogno di tempo affinché ci si abitui”. Una tempesta, dunque, di quelle imprevedibili e che non possono essere comprese osservando semplicemente la vita degli amici che hanno figli: “Nonostante tutti i preparativi che ci posso essere stati, i corsi preparto o i consigli di famigliari e amici, ci si sentirà comunque travolti da questo lieto evento. La neomamma e il neopapà si sentono di colpo investiti dalla responsabilità di badare ad un esserino che dipende in tutto e per tutto da loro e quindi la coppia viene messa per un po’ in secondo piano. C’è un’emergenza molto grossa da fronteggiare, quindi il resto deve aspettare”.

AIUTO, NON RIUSCIAMO NEMMENO A SCAMBIARE DUE PAROLE La psicologa Anna Maria Casale ha analizzato il fenomeno in un libro uscito qualche anno fa, “Figli che scoppiano la coppia”, in cui sostiene che un altro caso frequente ed errato da parte dei genitori è quello della coppia totalmente concentrata sul bambino. “Entrambi i genitori – ha spiegato – si dedicano al neonato e non si ritagliano più spazi per “altro”, ovvero per se stessi, per la coppia e per gli amici. E’ importante continuare a uscire, insieme o anche singolarmente, come si faceva prima. Questo serve a ricordarsi di essere anche persone e partner, oltre che genitori. E quando marito e moglie escono devono provare a non parlare dei figli. L’emotività si deve distogliere dalla quotidianità, altrimenti è inutile”.

Forse, quindi, più che congratulazioni bisognerebbe augurare “in bocca al lupo” quando la famiglia si allarga. Perché fino a quel momento è stata una passeggiata: i problemi veri iniziano adesso. Soprattutto per la coppia che, dopo la nascita di un figlio, incontra momenti di grande attrito: lui si sente “sostituito” dal bebè nelle attenzioni della compagna, emarginato nel ruolo operativo di padre; lei, ancora reduce dalle fatiche del parto, aggiunge stanchezza a stanchezza, si sente addosso tutta la responsabilità della cura del figlioletto e, se riesce a tirare il fiato per cinque minuti, di certo non ha voglia di occuparsi dei desideri del partner. E così, tra notti insonni, incomprensioni, fatica fisica, stress e parole non dette, la coppia rischia di sfaldarsi: succede, secondo i dati di una ricerca pubblicata dal Wall Street Journal, nei due terzi delle famiglie.

 

FACCIAMO CAMBIARE I PANNOLINI AL PAPA’ – È invece importante, anche nella primissima fase, che al neo papà venga “presentato” il proprio bambino, che gli sia concesso di tenerlo in braccio e di accudirlo. Madri e padri, oggi, lavorano per sostenere la famiglia ed è giusto quindi capire che il papà dovrebbe avere un ruolo simile a quello della madre: cullarlo, dargli il biberon, farlo addormentare, cambiargli il pannolino e vestirlo, senza ovviamente perdere il suo ruolo di padre. Queste attenzioni devono durare anche quando il neonato è diventato bambino. Ossia la redistribuzione dei ruoli deve essere ben chiara e organizzata in modo equo, se si vuole che la coppia sopravviva.

 

PAROLA ALL’ESPERTO – Giusy Rosamondo, psicologa e psicoterapeuta della Famiglia e della Coppia

Come la donna può equilibrare i sentimenti (figlio, marito) in modo corretto?
E’ indubbio che la mamma sia coinvolta in maniera più totalizzante dal primo momento di vita del bambino. Questo perché la mamma ha iniziato a costruire questo rapporto nei mesi precedenti, quando il figlio era nell’utero. Il papà invece inizia a conoscere il figlio dal momento della nascita. E anche allora non riesce a stabilire un vero contatto, dato che il rapporto madre-figlio rimane esclusivo per i mesi a seguire. Nei primi mesi di vita questo attaccamento fusionale tra madre e bambino è fisiologico e serve per una crescita sana e serena, in cui il padre è messo un po’ da parte. In realtà spesso gioca un meccanismo di doppia gelosia, sia nei confronti della moglie che del figlio. Insomma il papà si sente estromesso da tutto. Compito della mamma naturalmente è coinvolgere il papà dapprincipio: farlo sentire partecipe, delegare quello che si può ed esprimere ciò che si prova. Per esempio, un errore è escludere il papà dal cambio del pannolino o dal bagnetto. Il bambino entra in contatto con chi si prende cura di lui, quindi il papà deve partecipare a queste routine che pian piano lo introducono ad un rapporto con il figlio. Il papà, così facendo, esercita la sua paternità, e non come si credeva un tempo che “aiuta la mamma”.  La mamma vedrà così nel marito un alleato e non si sentirà sola a gestire questa grossa responsabilità, facendo evolvere anche il rapporto di coppia ad un livello più alto.

La stanchezza prende il sopravvento, coccole e abbracci vengono sostituiti con la corsa per andare a riposarsi. Esiste una ricetta per “sopravvivere” come coppia?
Naturalmente più la coppia è solida, più riuscirà a ristabilire un equilibrio. Il problema spesso è quando il bambino viene triangolato nei problemi di coppia e viene usato come pretesto per allontanarsi. Ci sono mamme che sostituiscono il proprio uomo col figlio, in un rapporto esclusivo in cui non c’è spazio per il papà. E’ pur vero che i ritmi cambiano molto, a partire dal ciclo sonno-veglia, per cui ogni volta che il piccolo si placa, può essere il momento giusto per riposarsi. La stanchezza è talmente tanta che predomina sull’intimità di coppia. Non ci sono ricette per sopravvivere a questa fase, ma sicuramente qualche consiglio si può dare. Per primo avere molta pazienza, cercando di contestualizzare il periodo e non generalizzare ciò che avviene. E’ il periodo iniziale di assestamento e bisogna capire come trovare il modo di ricostruire uno spazio che è stato invaso. Sicuramente non bisogna aspettarsi che tutto ritorni come prima, ma creare qualcosa di nuovo nella coppia, che la porti avanti perché tornare indietro è utopistico.

 

Infine, quanto il sesso è importante perché si mantengano gli equilibri?
Il sesso è sempre molto importante nella coppia, come momento di intimità a tutto tondo. Naturalmente dopo la nascita di un figlio ci sono tempi tecnici affinché questa intimità possa essere ripristinata. Spesso la mamma stenta a ritrovarsi nel ruolo di partner sessuale, troppo coinvolta nel ruolo di mamma. Sicuramente non bisogna avere fretta, ma riprendere un dialogo con il proprio marito, ricominciare a sentirsi di nuovo donna, staccandosi un po’ dal piccolino e riprendendo vecchie abitudini o trovandone di nuove.

 

Benedetta Sangirardi

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