Mum's News

Ad ogni plesso, il suo ceto sociale

15/01/2020

Il ‘caso’ mediatico della scuola di Roma, che smista gli studenti in base al ceto sociale, ha creato non poche polemiche. Qual è la vostra opinione?

A scuola, i bambini, sono tutti uguali? La risposta dovrebbe essere sì. Senza alcun dubbio. Dovrebbe. E il condizionale non lo abbiamo usato a caso perché, tra le ultime notizie di cronaca apparse sul web, una ha fatto decisamente scalpore negli ultimi giorni: ed è quella di una scuola di Roma che,  a seguito di una maldestra (?) auto-promozione sul web, è stata etichettata come classista proprio perché ha dichiarato palesemente di fare differenze economico e sociale tra i propri iscritti.

Queste le testuali parole, rimbalzate sul web, utilizzate dall’Istituto Comprensivo “Via Trionfale”, una scuola molto grande composta da ben quattro Plessi.

“La sede di via Trionfale e il plesso di via Taverna, accolgono infatti, alunni appartenenti a famiglie del ceto medio-alto, mentre il Plesso di via Assarotti, situato nel cuore del quartiere popolare di Monte Mario, accoglie alunni di estrazione medio-bassa e conta, tra gli iscritti, il maggior numero di alunni con cittadinanza non italiana; il Plesso di via Vallombrosa, sulla via Cortina d’Ampezzo, accoglie, invece, prevalentemente alunni appartenenti a famiglie dell’alta borghesia assieme ai figli dei lavoratori dipendenti occupati presso queste famiglie (colf, badanti, autisti e simili).

La condanna social

Sono  bastate queste poche righe per far rizzare i capelli a genitori e non che hanno condannato la scuola di essere classista, accendendo così la polemica: ma la scuola non dovrebbe essere un luogo dove i bambini imparano a vivere rispettandosi gli uni con gli altri senza far alcuna differenza? Non dovrebbe essere un luogo che favorisce l’inclusione e mette al bando la discriminazione, di ogni tipo?

Sulla questione sono intervenuti il molti, e ovviamente anche la Ministra dell’Istruzione che ha preso le distanza da quanto divulgato dall’Istituto che oggi, dopo anche l’intervento del Miur, ha corretto il tiro. Sul sito ufficiale, infatti, nella pagina di presentazione della scuola è scomparso il paragrafo sotto accusa che è stato ‘corretto’ con la dicitura:

“L’ampiezza del territorio rende ragione della disomogeneità della tipologia dell’utenza che appartiene a  fasce socio-culturali assai diversificate”.

Mums, voi che ne pensate di questo ‘caso’ mediatico?

Melissa Ceccon

Mamma di due, moglie di uno, giornalista e autrice del blog Mamma Che Ansia.

Vive e lavora nella verdeggiante Brianza, sempre pronta a scrivere e raccontare le storie più interessanti per le mums.

Su Instagram il suo dietro le quinte tra vita zen e ironia.

Top

Segnala un’attività

Do il consenso ai fini commerciali.
Ho letto la normativa sulla privacy