Giochi o stereotipi? E’ arrivata una bambola per il mio bambino, si salvi chi può! O forse no.

 

NOVEMBRE 2018

Il nostro problema è che soffriamo di “adultitudine”. Una brutta malattia che ci fa dimenticare completamente cosa significa essere bambini. O meglio, sappiamo esattamente cosa vuol dire essere bambini nella teoria, ma è nella pratica che poi ci perdiamo: abbiamo il lavoro, gli impegni, la stanchezza, lo stress e le corse contro il tempo ...  e smettiamo di provare quello che provano loro: la piacevolezza della libertà, l’entusiasmo della scoperta, la serenità nel vivere e apprezzare il momento, senza pensare al dopo e senza rimuginare al prima.

Ho fatto questo pensiero quando in casa mia è arrivato un pacco per il mio bambino, un pacco che conteneva una bambola: Baby Alive. Forse avranno sbagliato, ho pensato. Non lo apro neanche, poi mi son detta, ti pare che mio figlio si mette a giocare con le bambole?! E’ un gioco da femmina.

Ma i bambini, si sa, sono curiosi come delle scimmiette e la vista di quel bel pacco in soggiorno ha catturato da subito la sua attenzione e quindi non avevo scelta: era da aprire! E io, ero già pronta alla sua delusione.

La sua reazione è stata invece … straordinaria. Cioè, semplicissima. Il mio bimbo ha aperto il pacco, ha preso il suo nuovo gioco, si è seduto per terra e si è messo a giocare. Senza porsi dubbi o domande, a differenza mia.

 

 

Quante cose ci insegnano i bambini!

I nostri bambini crescono in un mondo diviso … dai giocattoli! Fateci caso, nelle pubblicità oppure nei negozi: per le femmine colori soft e ambientazioni casalinghe, per i maschietti i colori sono più accentuati e le ambientazioni spesso esterne. Come a dire, che tutte le donne devono stare a casa ad accudire bambini (cioè le bambole), a cucinare, lavare o stirare mentre i maschietti sono liberi di vivere le avventure nel mondo.

Ma che succede se un bimbo gioca con una bambola e una bambina si diverte con un trenino? E’ più grave questo? Oppure far crescere i nostri figli con dei preconcetti?

Così ho deciso che la nuova arrivata, la Baby Alive, sarebbe rimasta lì, insieme a tutti gli altri giochi, a portata di mano. Un piccolo esperimento con me stessa: volevo capire se l’entusiasmo del mio bambino era solo dovuto al fatto di avere tra le mani un gioco nuovo, oppure no. E la risposta è no.

A lui piace la sua Baby Alive e a me intenerisce molto vederlo prendersi cura di lei esattamente come io e il suo papà facciamo con lui. Eh sì, perché in fondo i tempi sono cambiati (per fortuna!), oggi i papà sono sempre più presenti nella vita dei propri figli e mio marito non si tira certo indietro se c’è da cambiare un pannolino, preparare la pappa o fare un bagnetto se io sono impegnata con altro. Il nostro bambino ci osserva in ogni istante e anche se non fa domande, impara da quello che noi facciamo. Per questo, quando si è trovato tra le mani Baby Alive per lui è stato naturale prendersi cura di quella “bimba” (così la chiama lui). Si diverte moltissimo a cambiargli il pannolino e a preparargli la pappa e qualche volte la pettina pure! E’ vero, lo ammetto, all’inizio mi faceva stranissimo vederlo giocare con una bambola ma era solo colpa della mia adultitudine che non mi faceva vedere la sostanza: cioè che mio figlio si stava divertendo. In Inghilterra, tempo fa, era nata una campagna sociale a mio avviso molto intelligente: Let Toys be Toys, cioè lascia che i giocattoli siano giocattoli. E, aggiungo io, aiutiamo i nostri bambini ad essere liberi dai pregiudizi e contribuiamo, insieme a loro, a costruire un futuro migliore.

 

 

Siamo tutti uguali: la rivoluzione gentile e garbata firmata Baby Alive

Ma dite che le mie sono solo fantasie oppure è possibile educare i più piccoli alle differenze e al rispetto delle diversità grazie a una bambola? Io ci credo, e ci crede pure Hasbro che con le nuove Baby Alive vuole mandare un messaggio forte e chiaro a tutti, genitori in primis: perché valori così importanti e imprescindibili non si imparano sui libri di scuola, ma guardandosi intorno in ogni momento, anche quando si gioca. Anche il team di Mumadvisor ha raccolto la sfida è ha portato una Baby Alive all’interno di una classe di materna: secondo voi come hanno reagito i bambini? Ovviamente, con entusiasmo e felicità.

 

 

La bambola è stata accolta proprio come se fosse una nuova arrivata all'asilo e i più incuriositi, incredibilmente, erano proprio i maschietti che si sono seduti a cerchio tenendola in braccio e cullandola. E’ infatti proprio il realismo di queste bambole a rendere tutto più vero e naturale: la “Real as can be”, per esempio, sembra proprio un neonato (a partire dal peso della bambola) e questo permette ai bimbi, maschi e femmine, di imparare a prendersi cura di lei come se fosse una vera sorellina, a darle il biberon o il ciuccio, oppure a calmarla con qualche coccola se piange. Ma in realtà Hasbro ha pensato a molto di più: le Baby Alive arrivano da tutto il mondo e sono quindi disponibili in più versioni in base all’etnia di appartenenza: non solo bionde, ma anche more e di colore. Il colore della pelle e dei capelli, il taglio degli occhi e la forma del viso cambiano in base alla provenienza geografica. Insomma, sono le uniche bambole multietniche, oltre che bilingue. Lo specchio della società moderna, in pratica.

E come vi dicevo prima, il mondo sta cambiando e, per fortuna, oggi giorno i papà sono sempre più presenti nella vita quotidiana e soprattutto nella gestione dei propri figli. E Hasbro ha pensato anche a questo, grazie all’innovativa modalità gioco “mamma” o “papà”: non importa se a giocarci è un maschietto o una femminuccia, né l’uno né l’altra si sentirà a disagio o inopportuno. Il bambino che si divertirà a sognare di accudire la sorellina o il figlio che vorrebbe da grande si sentirà chiamare papà dalla sua Baby Alive, così come una bambina si sentirà chiamare mamma.

Come genitori abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei nostri figli: insieme a loro possiamo migliorare il mondo che li aspetta quando saranno degli adulti. Facciamone tesoro.

 

Ps. Mamme di maschietti mi rivolgo a voi, Natale è alle porte: perché non provate a partecipare a questa rivoluzione facendo trovare una Baby Alive ai vostri bimbi sotto l'albero?

 

Melissa Ceccon di Mamma che Ansia IG @mamma_che_ansia