La natura che insegna ai bambini: a Milano apre il primo bosco all’interno di un Asilo | Intervista alla fondatrice Anna Podestà

MILANO 8 APRILE 17

Grazie alla professionalità e alla passione della pedagogista Anna Podestà, Milano, può dirsi fiero di ospitare il primo asilo verde. Si chiama Green Dadà ed è un vero e proprio bosco…con un tetto!

Una cascata d’acqua, piante per fare un po’ di atmosfera, fieno, terra e un bell’acquario. Solo ad immaginarsi questi elementi, tutti insieme in un’unica stanza, ci si sente subito bene e rilassati. Ma non stiamo descrivendo un centro benessere. Eh no! Vi stiamo raccontando quello che sarà il nuovo spazio dedicato ai bambini ideato e progettato, con impegno, amore e fatica, da Anna Podestà, pedagogista mamma di tre maschietti di sette, cinque e due anni. La scuola si chiamerà Green Dadà e si unisce alle due strutture già esistenti su Milano: un progetto unico nel suo genere. Un asilo nel bosco, o quasi. Anna, infatti, non potendo portare l’asilo milanese nel bel mezzo di un prato, ha fatto esattamente il contrario. Ha portato il bosco dentro l’asilo. Ad Aprile ci sarà l’open day per presentare a tutti la nuova struttura. Ma intanto, vi diamo noi qualche anticipazione attraverso le parole della pedagogista che ha dato vita a tutto questo.

 

 

Portare la natura all’interno di un asilo. Ma è davvero possibile?

Non solo è possibile. Ma è già cosa fatta. Mi è costato davvero molto impegno e fatica ma finalmente il progetto c’è. Si chiama Green Dadà. L’ho chiamato così proprio perché non è esattamente un asilo nel bosco, a Milano è un po’ difficile farlo, ma è un bosco ricreato all’interno dell asilo: ci saranno piante, fieno, un clima particolare adatto agli elementi naturali inseriti, un parete da dove scenderà una splendida cascata d’acqua. Uno spazio dove i nostri bambini si sentiranno liberi, quasi come fossero all’aperto.

Un luogo da sogno. Cosa offre in più Green Dadà rispetto alle altre due strutture già esistenti, aperte nel 2010?

Green Dadà nasce anche con l’obiettivo di migliorare il progetto proposto dal nido e dalla materna già esistenti sul territorio e che ho aperto nel 2010. Manterrò lo stesso identico metodo di insegnamento ma ci saranno delle migliorie. Anzi, più che migliorie sono delle proposte nuove che si adattano meglio all’ambiente “verde” ricreato all’interno della struttura: ci sarà, per esempio, la zona con il fieno che ai nostri bambini piace moltissimo; ricreeremo un vero e proprio orto dove i piccoli potranno cimentarsi a fare gli agricoltori; ci sarà anche un percorso nascosto molto bello che stimolerà tantissimo i bimbi; e poi abbiamo inserito anche l’angolo biologico con l’atelier del gusto dove i nostri iscritti potranno giocare a fare gli chef! E poi, ho scelto di inserire anche un figura maschile, secondo me importante, che si occuperà principalmente dell’attività sportiva. Insomma, sono tutte cose che io ho sempre proposto nelle mie scuole ma che con Green Dadà vengono migliorate.

Cibo biologico, elementi naturali… Sono cose che lei propone solo nelle scuole o è proprio il suo stile di vita?

Mi piace avere uno stile di vita sano e cerco di trasmetterlo ai bambini. Più che altro si parla di insegnare il rispetto della natura ai più piccoli. La terra, gli animali, il rapporto proprio fisico con gli elementi della natura non solo divertono molto i bambini, ma insegnano loro molte più cose di quanto imparerebbero invece stando sempre chiusi in una stanza. Già nelle altre due strutture, a partire dai tre anni, noi portiamo i bambini per una gita fuori porta una volta alla settimana. Andiamo alla Cascina Santa Marta dove io sono proprietaria di una cavalla. Lì i bambini possono giocare e interagire con l’agricoltore, fare domande e imparare nuove cose, e soprattutto si prendono cura dell’animale ed è una cosa che a loro piace molto. Quindi, questa sarà una delle attività che continueremo a proporre anche a Green Dadà.

 

 

Ma in una società sempre più tecnologica, è davvero possibile improntare un metodo di insegnamento naturale? Come si fa? Fa riferimento a qualche metodo in particolare?

Noi per esempio partiamo già dagli elementi d’arredo: sono tutti naturali oppure realizzati con materiali di reciclo. Tutti i nostri insegnati sono formati adeguatamente e la nostra proposta educativa viene rielaborato una volta ogni due mesi proprio per offrire ai bambini stimoli nuovi. Per esempio, la semplice attività di colorare un disegno può diventare un elemento di scoperta: dai mirtilli o dalle bacche (ovviamente non quelle velenose, ndr) si può ricavare del colore! Io ho avuto un’educazione montessoriana, quindi, la mia proposta si avvicina molto a quel metodo ma preferisco non identificarmi ad un criterio in particolare. Voglio offrire ai bimbi un percorso pedagogico esperienziale perché, secondo me, ogni azione fatta, da noi da loro, è carica di significato. Quindi, nulla va lasciato al caso!

Be’, per un bambino è un vero e proprio paese dei balocchi. Non viene messo da parte nemmeno l’insegnamento di una seconda lingua, giusto?

Assolutamente no, anzi, è tra le nostre priorità. Il nido di via Gian Giacomo Mora, che accoglie i bimbi da 3 ai 36 mesi, è una struttura trilingue: italiano, inglese e anche russo, perché ci sono ben nove bimbi iscritti che parlano solo quella lingua. Il micro nido in Corso Italia e Green Dadà saranno invece bilingue. L’inglese non viene insegnato solo un paio d’ore a settimana, ma viene sentito e ascoltato dai bambini tutto il giorno tutti i giorni perché l’insegnate madrelingua lavora a braccetto con quella italiana. Mio figlio di sette anni, ora, ha una padronanza dell’inglese quasi pari a quella dell’italiano, e non è cosa da poco.

Leggendo le recensioni, le mamme si dicono molto soddisfatte tanto che definiscono la scuola Dadà come un prolungamento della propria casa. Cosa risponde?

Be’ non può che riempirmi il cuore di gioia perché ci tengo davvero moltissimo al fatto che i bambini, e le loro famiglie, si sentano bene nelle nostre strutture. Le mamme che lasciano il loro bimbi al nido e alla materna le considero davvero delle mamme coraggiose perché ci vuole molta fiducia ad affidare il proprio figlio ad altre mani. Io, per esempio, non ce l’ho fatta per questo sono nate le tre strutture Dadà: per avere con me i miei bambini. Quindi, il mio primo obiettivo in assoluto è quello di accogliere e accudire tutti i bambini, facendoli sentire a casa, e stando vicina alle mamme e alle famiglie, a volte anche a costo di sembrare un po’ invadente. Noi comunichiamo costantemente con i genitore mandando mail, foto e facendo colloqui, proprio per tenerli sempre aggiornati sui progressi dei loro figli. La scuola materna Dadà, per esempio, che accoglie i bimbi dai 3 ai 6 anni, offre anche un servizio notturno su richiesta: i genitori, che magari per turni lavorativi o perché non hanno una baby sitter a disposizione,  hanno bisogno di una struttura adeguata alla quale potersi appoggiare può fare affidamento a noi. I loro bambini così possono trascorrere la notte in un ambiente sicuro seguito da personale specifico.

 

 

Non manca poi l’attenzione al cibo che viene dato ai bimbi. Oltre a prodotti biologici, c’è anche la proposta di un menù vegano?

Sì, abbiamo deciso di introdurre anche il menù vegano proprio per venire incontro alle oramai tante famiglie che hanno fatto questa scelta di vita. Inoltre, proponiamo sempre cibo biologico e sano.

 

 

Melissa Ceccon di Parole a Colori e Mamma che Ansia ( IG @mamma_che_ansia)