Ennesimo caso di violenza sui bambini dell'asilo. E la legge per le telecamere negli asili, finalmente, è a un passo dall'approvazione.

 

29 NOVEMBRE 2018

Lo abbiamo letto tutte, l’ennesimo caso di violenza sui bambini in una scuola milanese. Un maestro di una scuola dell'infanzia di Pero è finito agli arresti domiciliari per maltrattamenti nei confronti dei bambini. Schiaffi e spinte ai piccoli alunni (tra i due e i cinque anni): ben 42 gli episodi violenti registrati  dalle telecamere nascoste, installate dai carabinieri, che hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare. La misura arriva al termine di un'indagine durata circa un mese, e ci si chiede anche il perché un’indagine debba durare così tanto, a discapito dei bambini.

Che cosa è accaduto - Dalle immagini è possibile vedere chiaramente gli atteggiamenti dell'insegnante: i bimbi venivano scaraventati a terra, o sgridati violentemente e tirati per le orecchie. Alcune immagini ritraggono il maestro tirarli giù dai loro lettini prendendoli di peso, mentre in un altro 'frame' ancora si vedono chiaramente i bimbi seduti a terra in cerchio e l'uomo dare calci alla testa a uno dei piccoli. Il tutto condito da urla ripetute dell'uomo: "Hai finito?", "Il tuo papà te lo dò io", con seguito di sculacciata, rivolto ad un bambino che per addormentarsi chiedeva del padre, e dal pianto dei bimbi. 

 



 

A che punto è la legge - La legge sulla videosorveglianza negli asili e nelle case di cura, pare per fortuna a una scolta definitiva.. Lo scorso ottobre la Camera ha approvato la proposta di legge, a prima firma Annagrazia Calabria di Forza Italia, che dispone "misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità". Ora tocca al Senato approvare la legge in via definitiva. Nella proposta parlamentare si parla di videocamere a circuito chiuso che potranno essere installate, tra l'altro, in scuole materne pubbliche e private e le cui registrazioni saranno visibili, dopo denuncia, "solo dalle forze di polizia". Le telecamere non dovranno essere fornite "di dispositivi di comunicazione con risorse esterne". Sarà il Garante per la protezione dei dati a definire le garanzie di sicurezza da assicurare. E per i primi tre anni, a partire dal 2018, si prevede un "fondo sperimentale" di 5 milioni di euro.

Chi è a favore - Il Moige, movimento Italiano Genitori, è da sempre a favore dell’installazione delle telecamere: “Questo provvedimento non istituisce “scuole grande fratello”, ma protegge gli indifesi da ogni rischio di abusi, tutela docenti e operatori che lavorano correttamente e interviene anche sulla formazione del personale. Adesso ci attendiamo che anche il Senato lo approvi in breve tempo” ha dichiarato Antonio Affinita, direttore generale del Moige.

 


 

A favore anche al Codacons, che rincara la dose dopo l’ultimo episodio nella scuola milanese: “È l’ennesima dimostrazione di come non ci sia più tempo da perdere, e occorra velocizzare l’iter per portare sistemi di videosorveglianza in tutte le aule scolastiche italiane. Oramai episodi simili sono quasi quotidiani, e l’unico strumento per impedire atti di violenza è il ricorso alle telecamere, in modo da prevenire abusi di qualsiasi tipo e punire i responsabili di maltrattamenti e illeciti, i quali devono essere allontanati dalle scuole e rispondere penalmente delle proprie azioni”.

Chi è contro - Contraria, invece, tra gli altri, l’associazione Dirigenti Scolastici DiSAL, secondo la quale “introdurre la video sorveglianza a scuola è abdicare a questa responsabilità educativa della comunità scolastica”. “Ricostruire una seria e professionale formazione dei docenti – ricorda il presidente di DiSAL Ezio Delfino  -, dare autentica autonomia di governo istituzioni scolastiche, costituire un serio sistema di valutazione del personale della scuola, operare cioè con la dovuta prevenzione educativa, sono le azioni necessarie ed improrogabili per garantire presenze di buoni educatori a scuola”.

 

Benedetta Sangirardi