ICS International School fonda tutto sul design, che vuol dire progetto. I bambini, in questa scuola, devono poter provare, e sbagliare: solo così si cresce davvero. Mumadvisor ha visitato la scuola primaria e incontrato il rivoluzionario Stefano Paschina

 

20 NOVEMBRE 2017

Un bambino che sbaglia, va premiato. Mai sgridato, rimproverato, accusato. Il suo quaderno deve rimanere pulito, e la penna rossa delle insegnanti dovrebbe sparire dalle classi. Stefano Paschina, amministratore delegato di ICS International School, ha le idee chiare quando si parla di nuovi approcci e rivoluzione didattica in tema scolastico. Da sempre crede nel design, come progetto, per costruire un ponte tra l’idea e la sua realizzazione, che passa attraverso fasi interconnesse. L’attenzione non tanto deve essere rivolta sul risultato finale, quanto sullo svolgimento del processo di crescita che viene interpretata sia dal punto di vista personale sia dal punto di vista globale e comunitario.

Una formazione, quella del ICS International School, in cui si crea curiosità, si sviluppano le attitudini del problem solving per generare nuove soluzioni e progettare il proprio futuro. E così, dopo aver incontrato Paschina per farci spiegare com'è strutturato il nido e la scuola dell’infanzia, Mumadvisor è tornata in via dei Fontanili, una delle quattro sedi ICS a Milano, per incontrare ancora una volta quest’uomo rivoluzionario, e farci raccontare i dettagli della scuola primaria. Ne siamo usciti (anche), con una notizia: ICS International School sta realizzando la Scuola Secondaria di Primo Grado, che partirà nel settembre 2018.

 

 

Qual è la filosofia e il percorso di studi proposto nella scuola primaria?
La nostra è una scuola di design, che usa il design approach, inteso come progetto e non come arte o disegno. I bambini vengono stimolati continuamente perché usino la loro creatività per trovare soluzioni nuove. Questo lavoro viene fatto con approcci molto diversi rispetto al metodo tradizionale. Proponiamo un percorso di studi internazionale caratterizzato da un curriculum estremamente ricco e articolato che integra armonicamente i seguenti programmi: Cambridge Primary, IPC-International Primary Curriculum e, essendo Scuola Primaria Paritaria, seguiamo Indicazioni nazionali per il curriculum del MIUR.

Quali qualità del bambino vengono valorizzate attraverso l’approccio del design.
Invitiamo i bambini, tutti, a provare, a non aver paura di sbagliare. Perché questo è il grande problema della nostra società, che troppo spesso si basa sulla stigmatizzazione dell’errore. Siamo abituati alle scuole in cui l’errore viene sottolineato con la penna rossa, dove sbagliare è vietato. E invece è giusto che il bambino sbagli, e se fa un errore va premiato, proprio perché prova e cerca soluzioni nuove.

E’ vero che i piccoli portano progetti concreti all’attenzione dei “piani alti”?
Certo, un bambino fa parte del consiglio di amministrazione di ICS International School. L’ho scelto personalmente perché mi aiuta, mi sostiene, mi stimola, mi propone cose nuove. E poi a turno i bambini dell’ultimo anno della primary partecipano alle riunioni del Cda portando proposte concrete, realizzabili. Possono farsi aiutare anche dai genitori, a casa, per portare alla nostra attenzione progetti sostenibili, anche dal punto di vista economico. Per loro è una grande motivazione e un grande sforzo, perché vengono trattati da persone, e non da bambini. Partecipando al Cda hanno potere di voto e veto, ma non hanno nessuna responsabilità civile e penale.

 

 

Lavorate a stretto contatto anche con diverse aziende e comuni. In che modo?
Abbiamo appena presentato un progetto, La Città leggera, alla città di Bilbao, e il comune ci ha chiesto di svilupparlo con i bambini, che devono pensare alla città del 2050. Quando noi adulti immaginiamo una città leggera pensiamo a un luogo senza auto, e invece il bambino la pensa leggera anche dal punto di vista burocratico, perché la burocrazia non la conosce, non la tiene in considerazione. Hanno idee, realizzabili, che nella mente di un adulto non possono esistere. La nostra scuola ha lavorato anche con Nestlé, per esempio, e abbiamo sviluppato un progetto con la Fiat. Ci hanno dato un prototipo di Fiat 500 e ci hanno chiesto di pensare all’auto del futuro con l’aiuto dei bambini. La stampa si è interessata molto a questo lavoro, e ora diverse aziende ci stanno chiedendo nuovi piani di lavoro che abbiano al centro i bambini. Insomma, il futuro è nelle loro mani. Per il 2018 abbiamo bei programmi di design da sviluppare che includono tra l’altro il cibo del futuro, il negozio del futuro. Siamo in grande fermento.

Parliamo del corpo docente della primary…
Nella scuola ci sono solo due insegnanti di madrelingua italiana, che si occupano dell’italiano e della storia. Il resto delle materie si svolge interamente in inglese e gli insegnanti sono madrelingua inglese. Abbiamo internamente un sistema di formazione continua degli insegnanti, che devono aggiornarsi sul design approach e lo fanno con due designer sempre presenti in sede. Questi esperti fanno parte della scuola anche perché ogni classe delle elementari fa cinque laboratori ogni anno, della durata di sette giorni, in cui ci si concentra ancora di più sui progetti concreti. Lo scopo per i piccoli è quello di arrivare a un prodotto finale, che non è di industrial design, ma sperimentare. A breve inseriremo anche una serie di materie che si insegnano all’università, chiaramente accessibili ai piccoli, dando loro altri stimoli.

 

 

Un bambino che viene da una scuola tradizionale e inizia il percorso della primary in ICS International School può avere qualche difficoltà rispetto a chi ha compiuto un percorso interno?
Assolutamente no. I bambini hanno la capacità di adattarsi in tempo rapidissimi. E’ arrivato, all’inizio di questo anno scolastico, un nuovo bambino in quarta elementare e proveniva da una scuola tradizionale. L’inserimento è andato perfettamente. Ha avuto qualche difficoltà dal punto di vista linguistico, ma per il resto per lui è stato come trovare nuovi amici.

 

Quali sono le attività extra scolastiche per i bimbi della primaria?
Ci sono diverse attività sportive. E abbiamo appena messo a punto un corso di coding e per i bambini dell’ultimo anno della primary anche un corso di finanza e imprenditoria, che è alla base dell’approccio della scuola media.

 

A proposito di scuola media. A settembre del 2018 aprite le porte anche ai ragazzi. Ci parla di questo nuovissimo progetto?
Seguirà il MYP, Middle Years Program, che prevede tre anni di scuola media e due di superiori. Gli ultimi due anni, invece, si arriva all’IB diplome. E’ un percorso che si adatta molto bene alla nostra vocazione e che prevederà il design come materia di studio. La scuola media sarà di 30 ore più altre dieci che prevedranno materie diverse rispetto a quelle più tradizionali: imprenditoria, fatta con docenti della Bocconi, ricerca e scientifica applicata, con insegnanti dell’Ifom (Istituto di oncologia molecolare), design e sport, che verrà intensificato, con due ore e mezza in più di attività fisica. Tutto questo partirà nel settembre 2018, mentre nell’anno scolastico 2019-2020 inizierà la scuola superiore, quindi l’IB. Avremo diverse sedi a Milano, oltre quella nuovissima di via dei Fontanili. Apriremo anche in via Tenca una sede di nido, materna ed elementare e siamo al lavoro per la costruzione di un grande campus per le medie e le superiori. 

 

Benedetta Sangirardi