InsideOut: l’asilo nido che unisce il design alla pedagogia nel cuore di Milano. L’intervista alla fondatrice Luisa Giovanelli, psicologa dell’età evolutiva

 

04 SETTEMBRE 2017

Il bambino è fatto di cento: cento lingue, cento mani, cento pensieri, cento modi di pensare, giocare, parlare, ascoltare. Il bambino ha cento mondi da scoprire, inventare, sognare. Poi gli dicono di scoprire il mondo che c’è già: che il gioco e il lavoro, la realtà e la fantasia, la scienza e l’immaginazione, il cielo e la terra sono cose che non stanno insieme. Gli dicono, insomma, che il cento non c’è. Il bambino dice: invece il cento c’è. Abbiamo fatto nostre le parole di Loris Malaguzzi, proponendovi questo breve estratto della poesia “Invece il cento c’è”, una poesia che è sicuramente più adatta delle nostre parole a presentarvi e parlavi di InsideOut, il nuovo asilo nido di Milano nato dalla passione e dal lavoro di Luisa Giovanelli, psicologa dell’età evolutiva.

Perché una poesia per introdurvi questa struttura? Perché la poesia del “cento” esprime alla perfezione l’obiettivo di questo nido: accogliere i vostri bambini regalando loro cento mondi. Ma non tutti assieme, no. Ad ognuno il suo! Perché, come ci spiega Luisa nell’intervista, “i bambini sono come alberi: la natura non li ha fatti tutti uguali. Ogni seme sboccerà in qualcosa di diverso: una quercia, un pino, un ciliegio. Il nostro compito è capire a quale seme appartengono i bambini e aiutarli a crescere nella giusta direzione, nel loro modo.” Insomma, un asilo che si prende cura dei vostri cuccioli a 360 gradi, partendo già dalla scelta del design: un arredamento non scelto a caso, anzi, studiato nei minimi particolari proprio per iniziare l’arte dell’insegnamento partendo già dall’ambiente circostante. Sono davvero tante le qualità di InsideOut. Quindi, per cercare di rispondere a tutte le vostre domande, abbiamo intervistato proprio chi questo asilo nido l’ha fondato: Luisa Giovanelli.  Ecco cosa ci ha raccontato.

 

Luisa Giovanelli 

 

 

Abbiamo detto, tutto parte dal desing. Esattamente, cosa significa?

Significa che l’ambiente in cui i bimbi vengono accolti deve già da solo esprimere qualcosa. Per arredare il nostro spazio nido che accoglie i bimbi dai 3 ai 36 mesi abbiamo deciso di affidarci a PLAY+ Progect e ZPZ Partners che operano con la consulenza di Reggio Children. L’esperienza educativa Reggio children è riconosciuta come una delle migliori esperienze pedagogiche al mondo e come tale viene studiata nelle più prestigiose università italiane e straniere. 

Credendo che lo spazio sia il terzo educatore, dopo famiglia e insegnanti, viene data grandissima importanza agli arredi come primo metodo di insegnamento: le cromie, le forme, i materiali aiutano moltissimo i bimbi nel loro auto apprendimento polisensoriale. Quello che ci circonda esprime emozioni: allegria, pace, serenità. Abbiamo puntato davvero moltissimo nel design.

 

Un approccio molto naturale. Non a caso ha paragonato i bambini a degli alberi…

Esatto. I bambini hanno la capacità di vivere e vedere il mondo con degli occhi diversi, che noi adulti non abbiamo più. Sono dotati, come cita la poesia, davvero di cento linguaggi. E il nostro compito è proprio quello di seguire ogni singolo bambino nella propria individualità ma lavorando in gruppo. I bambini sono come alberi, ognuno sboccerà nel suo modo, e noi dobbiamo aiutarli a venire fuori per quello che sono. Uno dei tanti errori che facciamo noi adulti nel rapportarci con i più piccoli è sempre quello di aspettarci da loro qualcosa, di aspettarci che siano in un certo modo. Bisogna invece imparare ad ascoltarli attentamente e accompagnarli passo dopo passo ad esprimere le loro potenzialità e i loro talenti.

 

 

 

E parlando sempre di natura, l’asilo nido InsideOut offre anche uno spazio gioco all’aria aperta e attività di laboratorio addirittura con una biologa … è corretto?

Esattamente. E’ importantissimo, soprattutto a Milano, che i bambini possano ritagliarsi del tempo a giocare anche all’aria aperta perché devono imparare a rimanere a contatto con la natura. Abbiamo diverse attività di laboratorio durante i quali i bimbi saranno coinvolti a 360 gradi: taccando, sperimentando, manipolando, annusando. Utilizzeremo tutti elementi provenienti dalla natura, per quanto ci sarà possibili. Abbiamo anche un piccolo atelier “scientifico” insieme alla nostra collaboratrice, che è una biologa, all’interno del quale i bambini potranno, in un certo senso, giocare con la scienza. Abbiamo, per esempio, un piccolo orticello attraverso il quale i piccoli potranno scoprire come nasce un fiore oppure, insieme alla nostra atelierista, scoprire come fa un bruco a diventare una farfalla. Sono tutte attività che stimolano i bambini in tutti i loro sensi.

 

 

 

Da InsideOut però non c’è solo l’elemento naturale. Sono tanti i laboratorio che proponete. Ci fa qualche esempio?

Be’ certo. Diamo molta importanza un po’ a tutte le arti: danza, musica, arte, teatro… Utilizziamo l’arte in tutte le sue forme perché crediamo che questi laboratori coinvolgano i bambini e rafforzino in loro  le competenze cognitive, socio-emozionali e multisensoriali. Noi accogliamo neonati da 3 a 36 mesi. Non è necessario aspettare che un bambino inizia parlare per vedere e capire come si esprime e cosa prova: anche i piu piccoli sanno farlo con un pianto, un capriccio, con la contrarietà, un abbraccio. insomma bisogna, come dicevo prima, saperli ascoltare e imparare a vedere insieme a loro i cento mondi…se per esempio un bambino, guardando fuori, dice che le nuvole sono rosse e importante, e bello, entrare in quel mondo insieme a lui cercando di capire perche la sua visione è quella! Altro punto fondamentale della nostra proposta formativa è la music learning therapy che segue il pensiero di E.Gordon: L'ascolto fin dalla più tenera età di musica cantata con sillabe neutre e l’uso di un setting curato e attento alle esigenze del bambino, facilitano l’apprendimento musicale e sostengono la crescita cognitiva e affettiva del bambino, rispettandone i tempi di sviluppo.

 

Ovviamente, massima importanza anche all’inglese. InsideOut, infatti, è un’asilo bilingue e sono sempre di più le mamme che scelgono per i proprio figli un’educazione improntata fin da subito con una seconda lingua.

E queste mamme fanno benissimo, perché è una scelta che va a formare la mente del bambino dai primissimi mesi di vita e lo accompagnerà fino all’età adulta. Essere un asilo bilingue non significa offrire qualche ora di inglese alla settimana, anzi. La nostra educatrice bilingue utilizzerà l'inglese nella naturalezza della quotidianità durante le normali attività del Nido. Questo significa che l’inglese andrà ad integrarsi con tutte le altre proposte educative e pedagogiche, favorendo l'apprendimento e la crescita dei bambini. E per tornare alle storia dei nostri “cento mondi”, anche l’inglese ha il suo ruolo in questo: Molti studi hanno dimostrato che imparare una seconda lingua da bambini, aiuti a vedere tutto da una prospettiva diversa dalla nostra, perché il bambino dovrà scegliere la lingua in base all'interlocutore che ha di fronte. Imparare sin dall'infanzia una seconda lingua aiuta anche ad aprirsi, a conoscere culture e tradizioni differenti dalla nostra e interpretare e comprendere il mondo.

 

 

E davvero, per rimanere in tema, lasilo nido InsideOut è davvero un mondo a se’: nasce infatti in uno storico palazzo del’ 900 nel cuore di Milano, in micro mondo dove pedagogia e design si uniscono in una cosa sola. Un mondo dove la comodità arriva prima di tutto, soprattutto per le mamme, che non devono pensare più a niente (pannolini, salviette, cambi…) perché sarà il team di Luisa Giovanelli a pensare a tutto perché il loro obiettivo è “abbracciare” i vostri cuccioli e accompagnarli insieme in un mondo fantastico fatto di crescita ed esperienza.

 

Melissa Ceccon di Parole a Colori e Mamma che Ansia ( IG @mamma_che_ansia